Il Tirreno

Pisa

Danni per 750mila euro, riparazioni in corso

Panconcelli ancora da rimuovere, 10mila i sacchini da ricomprare. Il ruolo della Polizia Idraulica

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PISA. Passata la piena, il Servizio difesa del suolo della Provincia sta gestendo i lavori di ripristino (in somma urgenza) relativi ai danni causati dagli eventi alluvionali. Tre interventi si svolgono in Valdera (ripristino di opere idrauliche), uno riguarda lo Scolmatore e uno il Torrente Tora (entrambi per frane di sponda), due l’Arno (frana di sponda a San Donato e ripristino cateratte) per complessivi 750mila euro.

Panconcelli e sacchini. A Pisa occorrerà rimuovere panconcelli (le paratie) e sacchini ancora posizionati sui lungarni, stavolta senza l’aiuto dell’esercito e quindi a carico della Provincia. I sacchini, bagnati e non più utilizzabili, dovranno essere reintegrati nel numero complessivo di circa 10mila (compresi quelli che ad ogni evento, anche il più modesto, la Provincia è chiamata a dare a Comuni ed associazioni).

Il servizio di piena. Per la gestione degli eventi del 31 gennaio-1 febbraio e 10-11 febbraio le attività sono state svolte nell’ambito del cosiddetto “servizio di piena” (regio decreto 2669/1937) e della conseguente procedura. All’emissione dello stato di allerta (da parte del Centro funzionale della Regione) il Servizio attiva il personale reperibile per monitorare costantemente i livelli dei corsi d’acqua, inizialmente consultando le letture alle stazioni di misura. Nei casi recenti entrambe le piene si sono iniziate a formare nella notte e quindi il personale reperibile, al raggiungimento di determinati livelli sull’Arno alla stazione di Fucecchio (riferimento per tutto il tratto a valle), ha provveduto ad allertare il responsabile del servizio, gli altri tecnici e la Polizia Idraulica. Al tempo stesso vengono allertate le amministrazioni comunali e attivate le imprese inserite nella reperibilità del servizio che, insieme agli ufficiali idraulici, procedono prima alla chiusura delle cateratte, per impedire il rigurgito delle acque verso la campagna e le zone edificate, e (qualora le previsioni di livello lo rendano necessario) alla chiusura anche dei cosiddetti varchi arginali.

Materiali e magazzini. Negli ultimi eventi, l’attività si è concentrata soprattutto sulla gestione della piena attraverso il montaggio dei “panconcelli” nel centro di Pisa da parte di squadre dell’esercito coordinate dal personale del Servizio difesa del suolo della Provincia (ufficiali idraulici, coadiuvati da personale tecnico del Servizio). Per tale evenienza la procedura prevede la richiesta, da parte del responsabile del servizio di piena (e quindi della Provincia), di convocazione presso gli uffici prefettizi del Comitato di coordinamento in quanto le operazioni di montaggio di tali protezioni comportano l’utilizzo di ulteriori forze, principalmente l’esercito, e l’attivazione delle altre azioni previste dal piano di protezione civile comunale. Il montaggio dei panconi necessità mediamente di 10 ore di tempo. Panconcelli e sacchi di sabbia sono conservati in quattro magazzini provinciali limitrofi al centro abitato, dei quali il principale è quello del “Sostegno” in piazza San Paolo a Ripa d’Arno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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