Il Tirreno

Pisa

Trasporto pubblico, ripresi i negoziati tra Ctt e sindacati

di Francesco Loi

Banci, ad dell’azienda: «Siamo d’accordo su una sostanziale equivalenza delle retribuzioni ma tenendo conto delle differenze storiche territoriali. Da martedì il confronto sulle cifre»

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PISA. Sono ripresi i negoziati tra Ctt Nord - azienda del trasporto pubblico di Pisa, Livorno e Lucca - e sindacati. La settimana che inizia domani sarà decisiva: è quella nella quale sarà prodotto il massimo sforzo per tentare di arrivare ad un accordo. Incombono le scadenze: il 10 marzo i lavoratori della Ctt dovranno ricevere la nuova busta paga. Di quale entità, il risultato di quali voci? E’ il nodo che, nelle scorse settimane, ha portato a tensioni e scioperi. Non si dimentichi lo scenario in cui ci si muove: la gara regionale che dovrà individuare il gestore unico del servizio. Il consorzio Mobit, che racchiude anche Ctt Nord (unione di Cpt, Atl e Clap), dovrà affrontare la competizione con grandi società europee. Ne parliamo con Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord.

Banci, a che punto siamo?

«Ci sono stati due incontri, con i sindacati ci rivedremo martedì. Poi anche giovedì e venerdì. Un calendario fitto. L’ultimo giorno abbiamo siglato un piccolo verbale dove si fissano criteri base per andare ad affrontare la ristrutturazione della busta paga e delle normative in azienda».

Da dove riparte, dunque, la trattativa?

«In linea di principio ci siamo dati l’obiettivo di giungere ad una sostanziale equivalenza per le retribuzioni nei vari territori, pur utilizzando istituti economici che fanno riferimento alle differenze storiche. Non si arriverà dunque ad una perfetta identità, proprio perché abbiamo concordato di tenere conto di dove si viene. Non è banale, visto che questo consente di lavorare su delle ipotesi: ora dobbiamo vedere come rendere questo principio compatibile economicamente rispetto alle esigenze sia dell’azienda che dei sindacati».

Come ci proverete?

«Da martedì cominceremo a fare simulazioni su vari meccanismi retributivi, che coinvolgono più voci. Aver trovato la sintesi su un principio ora ci permette di fare ipotesi che passano da un concetto condiviso. E’ chiaro che ora è sui numeri che dobbiamo cercare l’accordo: diremo i nostri e vedremo le valutazioni che faranno i sindacati».

Alla luce di questi sviluppi, le premesse come le sembrano?

«I tempi sono stretti, e i sindacati lo sanno. Non ci sono più spazi di proroga. E’ un anno che trattiamo. Bisogna lavorare sodo in questi giorni. Il consiglio ha dato indicazioni precise, i soci anche».

Non secondaria nel confronto la questione dei giorni lavorativi, 255/260 all’anno secondo gli standard, a fronte di una media attuale di 239: come incide sulla trattativa?

«Il sindacato concorda sul fatto che chi si nasconde dietro assenze ripetute danneggia anche i colleghi. Noi dobbiamo tutelare chi non ha comportamenti lesivi per l’intera organizzazione. Come questo si possa declinare nei meccanismi è una difficoltà da superare, ma non c’è un’obiezione di fondo. L’obiettivo è chiaramente alzare i livelli di prestazione, dopodiché, se ciò vuol dire pagare più soldi, a noi va bene: però avremmo una prestazione adeguata. Il traguardo è quello, se poi si riuscirà ad ottenerlo con gli istituti che mettiamo in campo non lo so. Di sicuro non vogliamo premiare chi dà un contributo negativo, come accade ora».

Qual è il suo auspicio?

«Mi auguro si arrivi a un accordo. Sapendo tutti che trovare compatibilità economiche vuol dire fare recuperi di produttività».

Come attende la gara unica regionale? Che tempi ci sono?

«Ci dicono in Regione che il lavoro procede. Aggiungo però uno spunto di riflessione: il ministero, dopo la legge di stabilità, deve dichiarare i costi standard nazionali sul trasporto pubblico, numeri di riferimento per tutti, come già nella sanità. Mi sembra una rivoluzione epocale, che diventa un fattore fondamentale nella distribuzione delle risorse. Credo che anche in Toscana non dovremmo fare mosse prima di conoscere questi riferimenti. La legge di stabilità fissa la loro pubblicazione alla fine del mese di marzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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