Il dolore
Ospedale, bloccati i ricoveri non urgenti
L’Azienda: «È necessario per far fronte all’emergenza posti letto al pronto soccorso». Critiche dal sindacato Anaao
PISA. L'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) ha disposto il blocco dei ricoveri non urgenti nei reparti clinici fino allo smaltimento dell'alto numero di accessi al pronto soccorso. La notizia, diffusa dal sindacato Anaao, è stata confermata dall’Azienda.
L’Anaao denuncia che il blocco dei ricoveri c’è stato anche lo scorso mese di dicembre e che ciò avviene non soltanto per l'iper afflusso al pronto soccorso - testimoniato pure da recenti reportage del “Tirreno” - ma anche per la spending review (revisione della spesa) e per una direttiva regionale che impone l'occupazione dei posti letto fino al 90 per cento.
«Come Anaao - dice Gerardo Anastasio, che è il segretario provinciale del sindacato - avevamo chiesto di tenere un livello di occupazione dei posti letti pari all'80 per cento in modo da poter appunto assorbire gli eventuali ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso».
Come dire che nei reparti c'era una "riserva" di letti pronti per accogliere le urgenze, riserva che si è assottigliata.
«Il fenomeno del blocco dei ricoveri non urgenti - spiegano all'Anaao - non è una misura estemporanea o acuta, bensì cronica visto che anche a dicembre fu imposto, poi fu rinnovato a gennaio. Ora siamo a febbraio e, purtroppo, ci troviamo nella stessa situazione di emergenza».
Ma cosa si intende per ricovero non urgente ossia, per dirla con termine tecnico, "in elezione"?
Il chiarimento viene dallo stesso Anastasio il quale spiega: «L'esempio è quello un paziente con un rene che deve essere trattato sulla base di una terapia che è differibile, ma non così a lungo nel tempo perché magari la malattia peggiora e si trasforma in qualcosa di grave».
I ricoveri non urgenti cioè, se procastinati per mesi, rischiano di far degenerare la malattia e farla diventare davvero urgente. Inoltre chi sa che deve essere ricoverato magari ha preso le ferie dal lavoro ed aspettava quel ricovero da mesi e mesi. Con il blocco tutto si dilata nel tempo.
Legato al fenomeno dello stop blocco dei ricoveri in elezione, ce n'è anche un altro, pure esso giudicato pericoloso dall’Anaao e che diventa un boomerang per lo stesso pronto soccorso.
«Le persone sono psicologicamente influenzate dal fatto che per essere ricoverati si debba passare dal pronto soccorso e quindi vanno ad intasarlo», dice Anastasio.
Il sindacato Anaao denuncia anche il perpetuarsi del fenomeno dell'"appoggio" dei malati in reparti che poco o nulla hanno a che fare con il problema specifico del paziente. «Si costringono i medici curanti a spostamenti continui per andare a "riprendersi" il proprio paziente», riferisce il sindacato.
L'Aoup replica alle critiche dell’Anaao con una nota: «Il blocco dei ricoveri programmati in tutte le specialistiche di natura medica - per ricoveri programmati si intendono i ricoveri che preludono a percorsi diagnostico/assistenziali che non rivestono carattere di urgenza - è stato disposto dalla direzione dell'Azienda per un periodo transitorio, per far fronte alla situazione di emergenza posti letto al pronto soccorso che, negli ultimi tempi, è stato investito da un iperafflusso di accessi».
«Non appena la situazione si sarà normalizzata - assicura l’Azienda universitario-ospedaliera - si provvederà a revocare la disposizione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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