Il Tirreno

Pisa

Team contro la labiopalatoschisi

di Enza Chiappone
Team contro la labiopalatoschisi

In 5 anni oltre 800 interventi, il 90% dei pazienti proviene da fuori Regione

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PISA. Grande festa, con tanto di clown e palloncini, quella organizzata ieri mattina all’Edificio 15 dell’ospedale Santa Chiara per l’inaugurazione del percorso assistenziale per la labiopalatoschisi. Grazie a questo, gli specialisti che si occupano della patologia, coordinati dal dottor Gian Luca Gatti, lavoreranno in squadra per fornire al piccolo paziente e alle famiglie un approccio multidisciplinare integrato.

La labiopalatoschisi è una malformazione congenita che si manifesta sin dalla nascita e interessa il labbro superiore, il palato e la mascella o una sola di queste parti, che risultano divise in due da una fessura. È una malformazione molto frequente: solo in Toscana si osservano circa 20 nuovi casi l’anno, e in cinque anni al Santa Chiara sono stati effettuati oltre 800 interventi e il 90% dei pazienti arriva da fuori regione. Le conseguenze riguardano soprattutto l’alimentazione e lo sviluppo del linguaggio, ma non è da sottovalutare il rischio legato all’insorgere di problemi psicologici. L’iter per riportare il bambino alla normale anatomia richiede che il neonato venga sottoposto già tra il secondo e il terzo mese ad un’operazione chirurgica, la cheilorinoplastica, associata alla periostioplastica di Massei. Quest’ultima deve il nome al suo inventore Alessandro Massei, l’ex primario dell’unità operativa di Chirurgia plastica dell’Aoup, e consente la produzione spontanea di osso lì dove la mascella è scissa. Verso i sei mesi viene poi effettuata l’operazione chirurgica di chiusura completa di tutto il palato, al fine di permettere uno sviluppo corretto del linguaggio. Una volta dimessi, i piccoli pazienti vengono visitati ogni sei mesi dagli specialisti, che valutano se intervenire con altri trattamenti chirurgici e forniscono assistenza per tutte le diverse componenti della patologia. Il percorso prevede ogni venerdì, dalle 9 alle 16, un ambulatorio: le famiglie possono chiedere assistenza a ortodontista, logopedista, pediatra, neonatologo, psicologo, anestesista, esperto di genetica. È possibile prenotare allo 050996777 dalle 8 alle 9 o allo 050996879 dalle 9 alle 13.

«Sono molto orgoglioso dei risultati raggiunti – ha detto il direttore generale dell’Aoup Carlo Tomassini – Non ci saremmo mai riusciti senza lo stimolo dell’Aismel, associazione di genitori di pazienti affetti da labiopalatoschisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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