Il dolore
Patuelli rilancia il ruolo delle banche
Il presidente dell’Abi: «Quelle italiane non hanno avuto regali»
PISA. Chiarire il ruolo che le banche italiane hanno e possono avere per la ripresa economica: questo il senso dell’incontro alla Scuola Normale Superiore con il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi) Antonio Patuelli, che ha dialogato con Giuseppe Morbidelli, presidente della Cassa di Risparmio di Firenze. Nel corso dell’incontro si è cercato di riscattare l’immagine negativa di cui soffrono le banche in questo periodo, sintetizzata dal rettore Fabio Beltram attraverso una vignetta raffigurante un elefante imbottito di dollari, che aspira con la sua proboscide banconote dalle tasche di un uomo. Quest’uomo è il contribuente, l’elefante rappresenta le banche.
«La vignetta non è italiana ma americana – ha puntualizzato Antonio Patuelli – in Italia la situazione è ben diversa: dall’inizio della crisi lo Stato non ha versato un euro a fondo perduto alle banche. Se traduciamo la vignetta in italiano, l’elefante è lo Stato e quel signore sono le banche». Il concetto su cui Patuelli ha insistito è che in Italia, a differenza di quanto avvenuto in altri Paesi, gli istituti di credito non hanno goduto di regali, ma hanno sofferto dell’aumento delle tasse. Inoltre «ci sono un milione e duecentomila soggetti giuridici che non stanno restituendo i soldi avuti dalle banche».
Inoltre «i crediti deteriorati, le “sofferenze”, ammontano a circa 150 miliardi. Se i 70 miliardi di debiti scaduti che la pubblica amministrazione ha con i fornitori venissero pagati subito, le sofferenze del mondo bancario italiano crollerebbero di circa la metà».
Enza Chiappone
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