Attenzione
«Gestione disinvolta ora l’Ente Parco va commissariato»
PISA. Una richiesta di commissariamento dell’Ente Parco è stata presentata dal gruppo consiliare regionale del Nuovo Centro Destra. La richiesta-denuncia arriva - attraverso un'interrogazione...
PISA. Una richiesta di commissariamento dell’Ente Parco è stata presentata dal gruppo consiliare regionale del Nuovo Centro Destra.
La richiesta-denuncia arriva - attraverso un'interrogazione urgente con primo firmatario il vicepresidente della commissione Ambiente e Territorio Andrea Agresti - dall'intero gruppo regionale Ncd composto anche da Alberto Magnolfi, Marco Taradash e Roberto Benedetti. La vicenda è quella dell’Ente Parco sulla cui passata gestione sta indagando la Guardia di finanza. Sette, al momento gli indagati, per truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico.
Scrivono i consiglieri regionali di opposizione: «I dati parlano chiaro: a due anni di distanza, il consiglio direttivo dell'Ente Parco Migliarino-Massaciuccoli-San Rossore non ha ancora approvato il bilancio consuntivo 2012 e dalla relazione dei revisori dei conti emergono gravi e preoccupanti carenze quali: l'assenza di documentazione obbligatoria per oltre il 30% degli atti, il pagamento di spese correnti con impegni pregressi, incarichi professionali affidati come servizio con conseguente elusione del patto di stabilità regionale, buoni d'ordine successivi alle date delle fatture ed il mancato rispetto del Dl 95/2012 relativo alle gare».
Un quadro che il Ncd ha da mesi evidenziato e che, al netto dell’inchiesta aperta dalla magistratura, evidenzia, secondo il gruppo consiliare, una gestione «alquanto allegra e disinvolta» che merita una risposta energica e risolutiva come il commissariamento dell'Ente. Il commissariamento che noi proponiamo aiuterebbe anche a far piena luce su una serie di finanziamenti erogati dalla Regione sul cui utilizzo e sulla cui relativa rendicontazione sembrano affollarsi nubi assai cupe. Come spesso accade, anche in questo caso la politica rischia di arrivare ben dopo la magistratura nonostante che le situazioni fossero conosciute da tempo e che da più parti si levassero dubbi. L'idea per anni sparsa a piene manciate che in Toscana vada tutto bene madama la marchesa si scontra con un nuovo episodio di imbarazzante mala-amministrazione».
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