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Patuelli (Abi): «Lo Stato paghi subito tutti i debiti alle imprese»

Patuelli (Abi): «Lo Stato paghi subito tutti i debiti alle imprese»

Incontro alla Scuola Normale con il presidente dell’Associazione bancaria italiana che ha sottolineato come gli istituti italiani non abbiano avuto regali a differenza di quelli di altri Paesi europei

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«La prima urgenza è quella di pagare subito tutti i debiti delle pubblica amministrazione alle imprese fornitrici. Questa decisione e realizzazione porterebbe un immediato effetto di ripresa delle aziende che ne soffrono e un circuito di fiducia che ridarebbe spazio alle banche per fornire nuova finanza alle imprese che in questo caso tornerebbero in bonis».

Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, oggi pomeriggio (20 febbraio) a Pisa, a margine di un dibattito sulla ripresa economica promosso dalla Scuola Normale.

«Per una misura del genere - ha spiegato - ci sarebbe anche la copertura economica con entrate straordinarie che si attendono dalla cosiddetta spending review, dal rientro dei capitali dall'estero e dalla lotta all'evasione che auspichiamo sia incrementata. Penso che questo sia il primo segnale indispensabile d’innesto di un'efficace ripresa non dilazionata nel tempo».

Patuelli ha poi aggiunto che «quando il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sarà entrato nella pienezza delle sue funzioni» fornirà a lui e al nuovo ministro dell'economia «un dossier che stiamo raccogliendo relativo alle anomalie legislative, soprattutto fiscali, a cui soggiacciono le imprese bancarie operanti in Italia a differenza di quello che avviene in Germania e in Francia e negli altri Paesi dell'Ue che quest'anno sta diventando unione bancaria e quindi ha bisogno assolutamente di regole identiche per l'uguaglianza dei punti di partenza nella competizione tra le banche dei Paesi europei».

«Le banche italiane - ha proseguito il presidente dell’Abi - non hanno avuto alcun regalo, semmai nel contesto europeo sono quelle che hanno sofferto di più. Gli istituti di credito italiani stanno stringendo i conti da anni, sono arrivati quasi vicino all'osso anche nella riduzione dello spread tra raccolta e impieghi. I regali alle banche ci sono in altri Paesi dell'Europa, perfino in Inghilterra, ma se si guarda il contesto europeo, in termini comparati, l'Italia è quella che ha sofferto dell’aumento della tassazione, non di regali».

Nella foto: da destra Patuelli, il direttore della Scuola Normale Fabio Beltram e il presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini.

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