Il Tirreno

Pisa

Il Papa riceve i detenuti tra abbracci e battute

di Giovanni Parlato

Sette uomini e una donna del carcere Don Bosco hanno donato al pontefice un’icona di San Ranieri, un libro sul patrono e un calendario con i loro disegni

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. I detenuti di Pisa hanno regalato al Papa un’icona di San Ranieri e i detenuti di Pianosa hanno portato in dono due bottiglie dell’olio che producono.

Sorrisi, abbracci, battute e qualche lacrima fra Papa Francesco e i detenuti usciti dall’incontro privato, come ha detto uno di loro, «con una grande speranza verso il futuro».

Erano otto i detenuti del Don Bosco (sette uomini e una donna) e nove quelli provenienti da Pianosa, ricevuti ieri mattina all'interno della casa Santa Marta, residenza del pontefice.

«È stato commovente, entusiasmante, un dono straordinario. Non c'è stata nessuna formalità, il Papa ci ha abbracciato e baciato tutti, ha parlato con tutti» dice don Roberto Filippini, il cappellano del carcere pisano che aveva scritto direttamente al pontefice il quale ha accolto la richiesta di un incontro.

In un salotto della casa Santa Marta, il Papa ha accolto i detenuti e gli accompagnatori intrattenendosi con loro per circa un'ora. Tra i detenuti di Pianosa, anche tre sudamericani (due uruguaiani e un venezuelano) e con loro il pontefice ha parlato in spagnolo ed ha scherzato. Hanno parlato del mate, la bevanda tipica dell'Uruguay, ma conosciuta in tutto il Sudamerica. Con loro c’era Vittorio Cerri, direttore del presidio di Pianosa. «Nell’isola, abbiamo fatto ripartire l’attività agricola e così abbiamo deciso di portare in dono l’olio che produciamo», ha spiegato il direttore Cerri.

La delegazione del Don Bosco ha offerto alcuni doni fra cui un'icona di San Ranieri disegnata da un detenuto. Don Roberto Filippini ha raccontato a Papa Francesco la storia di San Ranieri, santo patrono di Pisa, e gli ha fatto anche omaggio del libro "La vita di San Ranieri" di Gabriele Zaccagnini.

Inoltre, don Roberto ha regalato al Papa anche il calendario del 2004 con i disegni di tutte le icone che si trovano nella cappella del carcere e, insieme, sono state commentate. Sul Giudizio Universale, Papa Bergoglio ha preceduto don Roberto Filippini esclamando: «San Disma!». Era uno dei due ladroni che venne crocefisso con Gesù e che a Cristo chiede di ricordarsi di lui quando sarà entrato nel suo regno. E Gesù accolse subito la richiesta che sarebbe stato con lui in Paradiso.

Ed è in questo momento che papa Bergoglio dà prova del suo spirito affermando: «È stata la canonizzazione più veloce della storia!».

E, poi, Papa Bergoglio ha ricordato la Madonna venerata in Calabria, la Madonna dei Mandarini conosciuta come la Madonna dei briganti perché apre le porte del Paradiso a queste persone. E dopo questa carica di fiducia, il Papa si è soffermato davanti al dipinto "La Madonna dei nodi" esposto nel salotto di Casa dove si è svolto l’incontro. È un quadro in cui la Madonna scioglie alcuni nodi e il Papa ha invitato ad affrontare e risolvere i nodi che sono in ogni persona.

Quindi, il momento più toccante è stato quando un detenuto di Pianosa ha consegnato al Papa una lettera, in cui aveva scritto la sua confessione dicendo che era tanto che non si confessava. E il Papa lo ha accolto, lo ha abbracciato e gli ha dato l'assoluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze