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Il commercio ambulante cresce con le licenze agli stranieri

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Il commercio ambulante cresce con le licenze agli stranieri

La Confesercenti:«È l’unico dato positivo in un quadro generale ancora segnato dalla crisi» Le imprese del settore sono 2049 e Pisa può vantare la seconda posizione in Toscana dopo Firenze

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PISA. In un quadro economico ancora difficile per il commercio pisano nel 2013, spicca un dato in controtendenza: la crescita del numero di imprese che operano nel settore ambulante. Numeri importanti che fanno della nostra provincia la seconda realtà regionale alle spalle di Firenze: 2049 le imprese pisane registrate contro le 3096 di Firenze, terza Livorno con 1721. Tanti nuovi ambulanti, quindi, in larga parte stranieri (soprattutto extracomunitari) che con le nuove norme possono abbastanza facilmente ottenere l'autorizzazione alla vendita. Autorizzazione per la vendita itinerante che non porta automaticamente ad un posto nei mercati settimanali, quelli sulla carta più redditizi; anzi quasi mai, costringendo questi nuovi ambulanti alla ricerche di fiere di paese o in alcuni casi anche alla vendita abusiva proprio nei mercati o in estate nelle spiagge.

I numeri del commercio. I dati sul commercio pisano nel 2013, come dicevamo, sono ancora negativi. Secondo fonti Confesercenti, il saldo tra nuove imprese e cessazioni nei primi dieci mesi dell'anno scorso è con il segno meno. In tutta la provincia sono state 159 le nuove attività a fronte di 275 cessazioni (-116), a Pisa città 63 aperture e 83 chiusure (-20). Stiamo parlando di tutte le imprese del commercio, dall'abbigliamento all'ortofrutta, dai pubblici esercizi alle edicole. Timidi segnali di ripresa, comunque, si sono registrati nell'ultimo trimeste.

Ambulanti con il segno più. Discorso molto diverso per le imprese che operano nel commercio ambulante. I dati forniti da Confesercenti, per questo settore, sono relativi al 31 dicembre 2013. In provincia di Pisa abbiamo avuto 170 nuove iscrizioni e 105 cancellazioni; nella nostra città addirittura 86 iscrizioni e solo 26 cancellazioni. Addirittura il saldo positivo della nostra città nel 2013 è cinque volte quello di Livorno. Tutto questo nonostante una crisi evidente del settore ambulante. Ci sono molti operatori con posteggi nei mercati che stanno riconsegnando le licenze ai Comuni; il loro valore per certe piazze è sceso talmente da renderlo addirittura poco credibile anche agli organi di controllo.

Stranieri protagonisti. «I numeri sulle iscrizioni nel nostro settore stridono con una crisi evidente che non risparmia nemmeno le attività ambulanti – spiega Roberto Luppichini, presidente Anva Confesercenti -. Visto che i mercati principali della nostra provincia (Pontedera, Cascina e soprattutto quello bisettimanale di Pisa) non registrano nuovi ingressi, nemmeno tra coloro che attendono ogni volta il posteggio a sorteggio (i cosiddetti “spuntisti”), è evidente che siamo di fronte a nuove licenze per commercio itinerante che permettono di svolgere l'attività in fiere occasionali e non certo nei mercati. Rimane comunque un numero elevato e probabilmente riconducibile agli stranieri». La conferma indiretta alla parole di Luppichini arriva dalla Camera di Commercio che proprio questa settimana ha reso noto i dati relativi al numero delle imprese in provincia nel 2013. A fronte infatti di un tasso medio di crescita imprenditoriale del +1,2%, quelle guidate da stranieri segnano un + 6,9% diventando l'11% del totale.

Per la licenza basta un clic. A contribuire a questo aumento di ambulanti, l'estrema facilità di accedere alla professione. Il primo passo per ottenere l'autorizzazione amministrativa per l'esercizio dell'attività di vendita in forma itinerante è quello di inoltrare richiesta al Comune nel quale s'intende iniziare l'attività, la così detta Scia (segnalazione certificata di inizio attività). A quel punto dopo aver costituito la società (basta anche una partita Iva da richiedere on line), ci sono 30 giorni dall'emissione del primo scontrino o ricevuta per la registrazione (anch'essa on line) alla Camera di commercio. A quel punto si può svolgere l'attività. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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