Gioco
Edilizia, ristoranti e pizzerie tra le attività finite nel mirino
PISA. È più di un segnale inquietante. Sono episodi che confermano una tendenza che non viene sottovalutata: la criminalità organizzata ha scelto Pisa per diversificare i suoi investimenti illeciti....
PISA. È più di un segnale inquietante. Sono episodi che confermano una tendenza che non viene sottovalutata: la criminalità organizzata ha scelto Pisa per diversificare i suoi investimenti illeciti.
Pescando nella cronaca si mettono in fila quattro storie nelle quali emerge l’intreccio tra capitali sporchi e attività in zona. Nell’agosto scorso vengono messo i sigilli alla società "Srl Inediliza" in via Mezzanina a Pisa. Secondo gli investigatori, la società è riconducibile a Giovanni Sglavo, imprenditore di Gricignano D'Aversa (nel Casertano) arrestato nel febbraio 2013 con le accuse di associazione di stampo mafioso ed estorsione nell'ambito di un'inchiesta della Dia di Napoli che aveva portato all'arresto di numerosi esponenti del clan dei casalesi. Si arriva all’ottobre 2013 con la confisca dell’edicola della famiglia Galati Giordano in Borgo Stretto. Il chiosco è ancora chiuso. Orlando Galati Giordano, 52 anni, è in carcere per scontare una condanna a 20 anni per associazione mafiosa, estorsioni e omicidio.
È con il gennaio di quest’anno che il campanello d’allarme della criminalità suona più forte sul fronte del riciclaggio.
Le indagini della Direzione nazionale antimafia di Roma e della Direzione distrettuale di Firenze portano a un sequestro di 250 milioni di euro tra Roma, Napoli e Pisa. L’accusa, per tre fratelli residenti a Roma, è quella di ripulire i soldi del clan napoletano dei Contini utilizzando alcuni cugini che vivono tra Tirrenia e Pisa.
Nella lista delle società sequestrate finiscono l’ex Fappani a Viareggio e quattro ristoranti-pizzerie: "Salustri" di San Giuliano Terme; "L'Imbarcadero" di Marina di Pisa;"Antico Vicoletto" di Pisa; "L'Arciere" , sempre a Pisa. Per gli inquirenti erano lavanderie per riciclare i soldi della camorra. I titolari hanno fatto ricorso al Tribunale del Riesame per riottenere le attività.(p.b.)
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