Finanza
Case e terreni in “odore” di camorra
Sequestrati a due imprenditori 8 appartamenti, 9 box auto e 26 aree agricole tra Vecchiano e Castelfranco di Sotto
PISA. Un fiume di denaro dalla sorgente ritenuta inquinata con qualche rivolo che scorreva tra Vecchiano e Castelfranco di Sotto.
Soldi che per la magistratura odorano di camorra, “marchiati” Casalesi, quelli del clan Iovine. Contribuisce con una discreta porzione di beni anche la provincia di Pisa nel maxi-sequestro per circa 40milioni di euro eseguito dai carabinieri del reparto operativo di Caserta nei confronti dei fratelli Pasquale, 62 anni, e Giuseppe Mastrominico, 55, imprenditori edili di San Cipriano d’Aversa, sospetti di essere affiliati al clan dei Casalesi. Il decreto di sequestro, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stato notificato anche ad altre 22 persone a cui risultano intestati beni riconducibili ai due imprenditori, tra cui parenti e amici dei Mastrominico. Le proprietà sequestrate in provincia fanno capo a una società edile di cui sono titolari i due fratelli. Si tratta di 22 terreni agricoli, contigui tra loro, a Castelfranco di Sotto.
Per gli investigatori l’idea dei Mastrominico sarebbe stata quella di spingere nel medio-lungo periodo per ottenere un cambio di destinazione d’uso e trasformarli in edificabili. Più corposo, e in parte già realizzato, il progetto su Vecchiano. Qui i carabinieri di Caserta hanno sequestrato otto appartamenti di un blocco immobiliare completato e in fase di vendita in singoli lotti, nove box auto, quattro terreni agricoli e un’area già diventata costruibile.
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