Il Tirreno

Pisa

Anima Mundi verso una super rassegna

In corso uno studio sul Liber Ordinarius della Chiesa pisana, di cui è autore papa Alessandro III

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il 950º della posa della prima pietra della Cattedrale, e dunque di Piazza dei Miracoli, viene celebrato dall’Opera della Primaziale con una serie di iniziative che toccano più periodi dell’anno.

Anima Mundi. L’edizione 2014 sarà la numero quattordici della rassegna Anima Mundi. «Cercheremo di entusiasmare gli appassionati di musica sacra con un’edizione straordinaria», dice Pacini. Per questo sono in corso trattative con un direttore d’orchestra di fama internazionale, ma su questo il presidente della Primaziale non aggiunge altro. I concerti si svolgeranno come al solito nel periodo settembre/ottobre.

Restauro viola seicentesca. L’Opera sta procedendo, con l’aiuto economico della Banca di Credito Cooperativo di Fornacette, ad un restauro di una viola di proprietà realizzata dal maestro Antonio Casini (artista modenese nato nel 1630 e morto nel 1690). A completamento del restauro sarà organizzato un apposito concerto, che si terrà a novembre o dicembre prossimi. Il restauro della viola è infatti finalizzato al suo utilizzo costante, oltre che all’esposizione museale.

Conferenze sulla Cattedrale. L’Opera organizzerà un ciclo di conferenze, aperte alla cittadinanza e tutti gli interessati, dedicate all’approfondimento della conoscenza della Cattedrale che, unite a visite tematiche, affronteranno probabilmente con appuntamenti mensili aspetti meno noti al grande pubblico.

Medaglia per il 950°. L’Opera della Primaziale Pisana procederà entro l’anno alla coniazione di una medaglia che ricorderà il 950º anniversario della posa della prima pietra della cattedrale. Per questa iniziativa l’Opa lancerà un apposito bando pubblico.

Il Liber ordinarius. L’Opera presenterà, entro fine anno, lo studio realizzato dal professor Gabriele Zaccagnini, che consiste nell’edizione critica del Liber Ordinarius della Chiesa pisana, risalente al secondo quarto del secolo XII, il più antico tra quelli conservati nelle diocesi toscane e uno dei più antichi di tutto l’Occidente. Il “liber de ordine officiorum”, o “liber ordinarius”, contiene la descrizione delle celebrazioni della messa e dell’ufficio, per tutto l’anno liturgico, in uso in una determinata Chiesa locale in un dato periodo. L’autore è, con ogni probabilità, Rolando Bandinelli, il futuro papa Alessandro III, che proprio in quel periodo si trovava a Pisa come canonico del Capitolo della Cattedrale. Per la qualità dell’opera e per l’autorevolezza dell’autore, il Liber Ordinarius pisano è stato poi preso a modello dalle altre diocesi toscane, in particolare dai canonici di San Frediano di Lucca, che già dal 1106 erano stati chiamati da Pasquale II a officiare la basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Così l’influsso pisano giunse fino a Roma e da lì, anche se in misura ancora da valutare, alla chiesa universale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa