Il dolore
Se perdi il posto di lavoro rischi di restare senza casa
Su 126 cause di sfratto l’87 per cento sono per morosità: spesso colpiscono famiglie che sono già segnate dal dramma della disoccupazione
PISA. Una città sotto sfratto. L'emergenza abitativa colpisce un numero sempre più grande di pisani. Un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto caratteri drammatici, con centinaia di sfratti richiesti ed eseguiti.
Secondo il più recente report della direzione politiche della casa del Comune di Pisa, stilato lo scorso dicembre con dati riferiti al primo semestre del 2013, a Pisa sono state presentate 126 cause di sfratto, di cui il 13% per finita locazione e l'87% per morosità. Nei primi sei mesi dello scorso anno sono stati emessi 99 provvedimenti di sfratto, di cui 15 per finita locazione e 84 per morosità. 1.055, invece, le richieste di esecuzione, di cui 364 per finita locazione e 691 per morosità. Nei primi sei mesi del 2013 sono stati eseguiti 58 sfratti: 21 per finita locazione e 37 per morosità.
Come dimostrano i dati di Palazzo Gambacorti, la difficoltà a pagare gli affitti, spesso legata alla perdita del lavoro, è la principale causa di sfratto. Pisa, a differenza di altre città, può contare però su un piano per far fronte all'emergenza. Dai contributi per il passaggio da casa a casa, alla costruzione di nuovi alloggi popolari, passando dalla pratica dell'autorecupero. Provvedimenti che, però, come afferma l'assessore alla casa Ylenia Zambito, «possono solo contenere l'emergenza, non contrastarla». Da novembre ad oggi sono stati assegnati circa 40 alloggi di risulta, case popolari lasciate dagli inquilini e ristrutturate dall'Apes. Sul fronte delle nuove costruzioni di edilizia popolare, il Comune prevede di completare entro l'anno i 41 appartamenti di via Consani e i 43 di via da Fabriano, i cui lavori, dopo il fallimento dell'azienda costruttrice, riprenderanno nei prossimi giorni. Entro l'anno saranno completati anche 20 appartamenti a Calambrone ed entro l'estate altri due fabbricati, con 21 alloggi in totale, in via Vecellio.
In totale 125 nuovi alloggi popolari che saranno pronti, almeno secondo le previsioni, entro l'anno, a cui si aggiunge la sistemazione di altri alloggi di risulta (il Comune aspetta l'ok dalla Regione per l'utilizzo di circa 650mila euro) e l'acquisizione da parte dell'Agenzia casa di Villa Madré a San Rossore, ex residenza turistico-alberghiera composta da due fabbricati (con 28 appartamenti totali) che saranno utilizzati per accogliere famiglie in emergenza abitativa e studenti universitari vincitori di borse di studio. Continuano, inoltre, i lavori per la costruzione delle case popolari di Sant'Ermete.
Tra le misure adottate per far fronte all'emergenza abitativa, anche il sostegno economico della Società della Salute per favorire il passaggio da casa a casa e la possibilità di assegnare in via straordinaria le case popolari.
Il consiglio comunale ha dato inoltre mandato a procedere con il progetto di autorecupero, che permette di assegnare più facilmente le case popolari che necessitano di lavori: il Comune provvederà alla messa a norma degli immobili (lavori ad impianti e infissi esterni), mentre i piccoli lavori saranno a carico degli inquilini.
«Sono tutte misure in grado di dare risposte serie e contenere l'emergenza – dice Zambito -. Pisa, rispetto ad altre città, ha a disposizione maggiori mezzi e soluzioni. Importante è stato anche l'intervento del prefetto che ha bloccato e rinviato alcuni sfratti. Un provvedimento che ha potuto adottare grazie agli strumenti di tutela di cui Pisa è dotata».
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