Il Tirreno

Pisa

Luminara-Unesco e Capitale Cultura progetti a rischio

di Francesco Loi e Daniele Benvenuti

Cambiano i referenti nel governo, possibili scenari nuovi su vari fronti: Sapienza, Sesta Porta e Domus Mazziniana

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PISA. Staffetta Letta-Renzi a Palazzo Chigi. Sotto la Torre non può non essere vista anche come una staffetta Pisa-Firenze. Non è solo questione di campanile, anche se le recenti diatribe sugli aeroporti (pista lunga o corta a Peretola, holding tra scali) hanno riacceso la disputa. Il punto è che, con Letta premier, Pisa ha aperto fronti che ancora non sono andati a conclusione: il timore è che ora gli scenari possano cambiare. Senza dimenticare che anche con i ministri in odore di congedo - Carrozza, Bray - sono in ballo vicende delicate, a cominciare dalla Sapienza e dalla Sesta Porta (l’Istituto di Vulcanologia non sta rispettando l’accordo per la nuova sede da 9 milioni di euro). Ma anche la Domus Mazziniana: la Scuola Normale è pronta ad occuparsi della gestione, ma manca ancora il nulla-osta ministeriale dopo i contatti con Bray e il rischio è dover ricominciare tutto dall’inizio.

Caso Luminara. Vicenda particolare quella della candidatura della Luminara per il suo inserimento nella lista dei beni immateriali del patrimonio Unesco. «Speriamo che Letta resti premier», aveva detto in tempi non sospetti l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi facendo intendere di contare molto sulla sponsorizzazione di Letta per battere la concorrenza. Tra l’altro, l’iter è arrivato proprio ora a uno dei momenti decisivi. A marzo sarà decisa la graduatoria definitiva da inviare a Parigi: il primo dossier entrerà immediatamente nell’elenco Unesco. A giudicare sarà una commissione nuova di zecca, visto che la precedente ha appena terminato il mandato. E chi la nominerà? Per gran parte dei nomi la presidenza del consiglio e poi i ministeri competenti (tra questi anche il dicastero di Maria Chiara Carrozza). Questo quindi era il momento per Pisa di far sentire il proprio peso politico. «Letta - dice Eligi - conosce bene bellezza e unicità della Luminara». Pisa, secondo indiscrezioni, se la deve giocare con la Perdonanza Celestiniana dell’Aquila almeno per l’ingresso immediato (chi rimane fuori avrà però molte probabilità di entrare nel 2015).

Altri fronti. Proprio qualche giorno fa, con uno dei principali collaboratori di Letta, il sottosegretario alla presidenza Patroni Griffi, tutte le città che si erano candidate per essere la Capitale europea della cultura 2019 (comprese quelle escluse dopo la prima fase, come Pisa) avevano ottenuto la promessa di ricevere finanziamenti per i loro progetti più importanti. E ora? All’incontro era presente anche il ministro Delrio, che nel governo Renzi avrà un ruolo fondamentale (forse al posto di Patroni Griffi). «Speriamo che gli impegni vengano mantenuti», dice l’assessore alla cultura Dario Danti.

Via Cariola ok. Letta è invece riuscito a chiudere il caso di via Cariola. «Tra i temi sul tavolo del governo - sottolinea l’assessore all'urbanistica Ylenia Zambito - uno di quelli fondamentali era lo spostamento degli abitanti di via Cariola per permettere l’ampliamento dell’aeroporto Galilei. Per fortuna questa vicenda è ormai in archivio con la firma delle parti. Nessuno potrà tornarci sopra».

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