Il Tirreno

Pisa

I sindacati a Ctt Nord «Contro la legge la disdetta unilaterale»

Autobus: il braccio di ferro sul contratto integrativo non si allenta e la vertenza può finire in tribunale

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PISA. È appesa ad un filo sottilissimo la vertenza tra i sindacati e la Ctt Nord per la formulazione del nuovo contratto integrativo da applicare a tutti i lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico locale delle province di Pisa, Lucca e Livorno dal prossimo 10 marzo.

Da una parte i sindacati, che non sono disposti a fare sconti sui salari; dall'altra l'azienda, che intende puntare su competitività e produttività, cercando di recuperare parte del debito di circa 5 milioni di euro. E il punto di incontro sembra quasi impossibile da raggiungere.

Dopo la scadenza della trattativa (conclusa senza un accordo) e la disdetta dei vecchi contratti integrativi, martedì prossimo l'azienda potrebbe presentare, nell'ambito di un incontro previsto dalle procedure di raffreddamento aperte dai sindacati, il nuovo regime contrattuale che intende applicare.

La Filt-Cgil, intanto, scende in trincea e accusa l'azienda di voler accelerare l'operazione per recuperare il debito, imboccando anche strade «illegali». «Armonizzare il regime contrattuale delle aziende entrate nella Ctt Nord, è un'operazione legittima – dice Gianfranco Conti, segretario generale della Filt Toscana -, ma, a differenza di altre società toscane di trasporto pubblico, ha scelto di accelerare i tempi percorrendo secondo noi anche strade illegittime, perché la disdetta dei contratti integrativi è in contrasto con la legge 42 della Regione».

La proposta dell'azienda (che lega la parte variabile dei salari alle giornate lavorate), secondo Antonio Mazza della Filt di Pisa, è «un attacco ai lavoratori per sopperire al deficit aziendale» visto che «la Ctt Nord considera assenteisti i lavoratori che usufruiscono dei permessi consentiti dalla legge. La nostra proposta – continua Mazza – parte invece dall’applicazione di un massimale di stipendio che il lavoratore deve mantenere attraverso le giornate lavorate».

Un meccanismo che secondo la Filt non lede i diritti dei lavoratori, incentiva la presenza sul lavoro e mantiene la qualità del servizio. «La nostra proposta è l'unica che può dare un futuro all'azienda – aggiunge Goffredo Carrara, segretario generale della Filt di Pisa -, ma nella Ctt Nord abbiamo trovato un muro. Sembra che l'unico interesse della società è fare cassa scaricando il debito sui lavoratori».

I sindacati hanno anche siglato un accordo con la Regione «per costruire un meccanismo di salvaguardia professionale e a sostegno dell'occupazione» in vista della gara regionale per l'individuazione del gestore unico del trasporto pubblico in Toscana che, probabilmente, sarà bandita il prossimo marzo.

Il braccio di ferro tra sindacati e azienda potrebbe finire in tribunale, oltre a dar vita a scioperi e contestazioni. Se la Ctt Nord applicherà un contratto non concordato, la Filt si dice pronta ad aprire un'azione legale per condotta antisindacale. Secondo Conti, infine, la Ctt Nord, corre il rischio di essere esclusa dalla gara regionale, in quanto la disdetta dei vecchi contratti integrativi è in conflitto con la legge toscana sul trasporto pubblico. «Secondo alcune interpretazione – conclude Conti – chi non rispetta la legge regionale potrebbe essere escluso dalla gara».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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