La manifestazione
Licenziamento illegittimo «La Cisl deve riassumerla»
Accolto dal giudice del lavoro il ricorso di una ex dipendente di una società del sindacato
PISA. Non dovevano licenziarla. E ora, a distanza di oltre due anni, il datore di lavoro deve reintegrarla oltre che versarle gli stipendi dal giorno dell’uscita dall’azienda a quando tornerà in servizio.
Sarebbe una causa di lavoro come tante se le due controparti non avessero una particolarità: sono la Cisl, unione sindacale territoriale e la sua società commerciale, la Nuova Pisana Servizi.
Protagonista del contenzioso concluso con la sentenza di condanna emessa dal giudice Elisabetta Tarquini al reintegro e alla liquidazione delle spese legali per oltre 9.000 euro è Laura Materia, di Cascina, fino all’ottobre 2011 dipendente dell’ufficio vertenza dell’organizzazione sindacale.
È una casa del tutto simile a quella vinta in primo grado - ora siamo in appello - da un altro sindacalista Cisl, Mariano Razza, anche lui licenziato nell’ottobre 2011.
«Il motivo del licenziamento furono dei pretesti su alcune pratiche dell’ufficio – spiega Laura Materia –. La Nuova Pisana Servizi Srl è la società che si occupa della parte commerciale del sindacato. Sono a casa dall’ottobre 2011. Per me non è facile. Ho due figli».
Si legge nella sentenza: «Ritenuta l’effettiva riferibilità del rapporto di lavoro controverso a Cisl, unione sindacale territoriale di Pisa, condanna Cisl a reintegrare la ricorrente nel posto di lavoro e a risarcirla del danno derivante dall’illegittimità del recesso nella misura di tante mensilità della retribuzione globale di fatto percepita alle dipendenze del datore di lavoro apparente Nuova Pisa Servizi Srl quante ne decorrono dal recesso fino all’effettiva reintegrazione».
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