La protesta
La liberalizzazione dei taxi bloccata dal Consiglio di Stato
Accolto il ricorso contro una sentenza del Tar che annullava una delibera del Comune con cui si disciplinavano gli orari
PISA. Il Comune di Pisa può ancora decidere gli orari ed i turni dei taxi cittadini. Questo il risultato del pronunciamento del Consiglio di Stato (con sentenza pubblicata il 17 gennaio scorso) che ha cancellato il giudizio del Tar del gennaio 2013 che a sua volta aveva annullato la delibera comunale in cui si determinavano appunto gli orari ed i turni per le 72 licenze di tassisti nella nostra città.
A ricorrere al tribunale amministrativo regionale era stato il Contap (Consorzio taxi area pisana) nato da alcuni ex appartenenti alla Cotapi, la Cooperativa taxisti pisani.
In quell’occasione il Tar aveva dato ragione ai tassisti del Contap, in base al decreto sulle liberalizzazioni, rivoluzionando quindi i turni e le tabelle di marcia imposte dal Comune; in pratica con quella sentenza i taxi a Pisa potevano girare anche 24 ore su 24.
Immediato fu il ricorso del Cotapi che ad un anno di distanza ha visto il riconoscimento delle proprie tesi ed un ritorno immediato alla turnazione dettata dal Comune.
«Siamo soddisfatti del pronunciamento del Consiglio di Stato – spiega Claudio Sbrana, presidente del Cotapi – che rimette in ordine il settore e soprattutto restituisce al Comune la decisione sui turni. A Pisa ci sono 72 licenze di taxi, 59 di queste appartengono a soci della nostra cooperativa. Noi abbiamo sempre ritenuto che una regolamentazione fosse necessaria per garantire una copertura del servizio all’utenza. Concedere ad una macchina di poter lavorare 24 ore su 24 non avrebbe portato alcun risultato concreto alla clientela e nessun vantaggio economico per i tassisti».
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso contro la precedente sentenza del Tar, ritenendo che il decreto sulle liberalizzazioni non potesse essere applicato ai taxi; un settore che aveva subito solo una parziale liberalizzazione ma che non riguardava la questione degli orari.
Si legge nella sentenza del Consiglio di Stato: «Il primo giudice (il Tar, ndr) ha concluso che anche il servizio dei taxi sarebbe stato liberalizzato, con la conseguenza che il Comune avrebbe dovuto limitarsi a garantire il servizio minimo, lasciando ai singoli esercenti la possibilità di incrementare l’offerta in base a valutazioni di convenienza economica di cui assumeranno il rischio (pur nel rispetto della durata massima dei turni individuali e del periodo obbligatorio di riposo). L’interpretazione che il primo giudice ha così dato alle norme del decreto legge 138/2011 (quello cosidetto delle liberalizzazioni, ndr) non può essere condivisa».
E adesso cosa accade?
Spiega Sbrana: «Torna in vigore il regolamento del 2009 che era stato cancellato dal Tar in cui sono fissati orari e turni. Ovviamente deve essere rivisto anche alla luce di una crisi che sta colpendo il nostro settore. Per questo ci metteremo ad un tavolo per vedere come correggerlo, magari inserendo anche clausole di stagionalità in cui siano previsti alcune periodi dell’anno in cui giustamente il servizio possa essere intensificato».
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