Sicurezza
Il sesso era una trappola: tre condanne
Pena di due anni. Passante attirato in una camera per incontro a luci rosse. Poi gli avevano chiesto soldi per andare via
PISA. L’esca sessuale. La vittima predestinata. E quelli che fanno la faccia cattiva per farsi dare i soldi.
È la sequenza tra codice penale e ammiccamenti lussuriosi che in Tribunale si è conclusa con la condanna a 2 anni per rapina in concorso nei confronti di due uomini e una donna accusati di aver indotto in una trappola un passante alla stazione di Livorno. Il bersaglio del raggiro pensava di aver affascinato una giovane che il giorno dopo lo aveva invitato a casa sua per fare sesso.
Le cose andarono in modo diverso da come se le era immaginate l’aspirante conquistare. Lui ancora non lo sapeva, ma quell'incontro era destinato a un epilogo non proprio da colpo di fulmine: si era ritrovato con due uomini apparsi all'improvviso in camera da letto a cui dovette dare 50 euro per poi scappare mezzo nudo.
La disavventura accadde nel novembre 2008 in un residence di Calambrone ed è stata rievocata davanti al collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere D'Auria e Degl'Innocenti) da un livornese di 48 anni.
La sua testimonianza è stata cruciale per arrivare a un verdetto di colpevolezza per Marco Freggia, 35 anni, di Pisa, difeso dall’avvocato Lorenzo Stefani; Mario Colombini, 48 anni, dipendente dell’Atl, di Livorno e Concetta Cricchio, 45 anni, di Palermo, entrambi assistiti dall’avvocato Paolo Pieracci. Freggia e Colombini hanno ottenuto la sospensione della pena che non è stata concessa a Cricchio.
Il pm Annarita Coltellacci aveva chiesto la pena che poi è stata inflitta ai tre imputati.
Comparso in aula per raccontare la sua disavventura, l’uomo aveva indicato, nell'ordine, la donna con cui stava consumando un rapporto sessuale, il giovane che si era messo davanti alla porta indicato in Freggia e chi, Colombini, lo aveva minacciato. La parte offesa aveva conosciuto Concetta Cricchio dalle parti della stazione di Livorno.
«La incontrai in quella zona – spiegò in aula –. Ci parlammo e prendemmo un caffè. Poi ci risentimmo e lei mi ha invitò a casa sua, in un residence a Calambrone».
Alla domanda del giudice se ci fossero state richieste di denaro da parte dell'imputata, l’aspirante “conquistare” in una precedente udienza rispose in modo negativo.
«Non abbiamo mai parlato di soldi – chiarì –. Concetta non si era presentata come una prostituta». I due si erano dati appuntamento in un residence sul litorale, ma durante l'amplesso si era accorto di alcuni particolari che lo avevano impensierito.
«Vedevo che lei era molto distratta – ricordò in Tribunale –. Guardava di continuo la finestra. A un certo punto, mentre stavamo facendo sesso, in camera apparvero due uomini alle mie spalle. "Tu qui ci esci male. Dacci i soldi" mi disse quello più adulto ( Colombini, ndr). Ho avuto paura. L'altro (Freggia, ndr) stava sulla porta. Mi presero 50 euro. Mi rivestii alla meglio e scappai mezzo nudo. Chiesi al portiere del residence di fare denuncia, ma non volle farla. Una volta tornato a Livorno andai alla polizia».
Freggia ha reso dichiarazioni spontanee: «Non sapevo quello che stava succedendo nella camera e non ho partecipato alla rapina». Sentenza di 2 anni e 400 euro di multa per tutti e tre.
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