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Ctt Nord, slitta di nuovo la proposta di contratto
L’azienda formalizzerà l’integrativo la prossima settimana ai sindacati Le organizzazioni temono tagli in busta paga. Confermato lo sciopero del 17
PISA. Produttività e competitività. Sono i cardini intorno ai quali potrebbe ruotare il nuovo contratto integrativo che la Ctt Nord, l'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma delle province di Pisa, Lucca e Livorno, applicherà a tutti i dipendenti a partire dal 10 marzo.
Il rinvio. La presentazione ai sindacati del nuovo regime contrattuale, però, slitta ancora. L'incontro di ieri, durante il quale la Ctt Nord doveva sottoporre alle parte sociali i nuovi contratti di secondo livello, si è rivelato solo interlocutorio. L'azienda potrebbe presentarli martedì prossimo, quando le parti hanno in programma un nuovo incontro, previsto dalle procedure di raffreddamento aperte la scorsa settimana dai sindacati in seguito alla disdetta dei contratti integrativi ex Cpt (Pisa) ex Atl (Livorno) ed ex Clap (Lucca). Secondo i sindacati, l'azienda non applicherà il contratto nazionale perché non è «rispondente agli standard di produttività» che la Ctt Nord vuole raggiungere.
Le ipotesi. Un “sospiro di sollievo” per i dipendenti dell'azienda, visto che la contrattazione nazionale è priva di qualsiasi forma di integrazione economica e per i lavoratori della Ctt Nord avrebbe significato una perdita di circa 350 euro mensili. Ma i sindacati si dicono comunque pronti alle barricate. L'azienda potrebbe infatti applicare un contratto composto da una parte economica, la cui integrazione è legata alla produttività, e una parte normativa riguardante l'orario lavorativo che potrebbe prevedere maggiori carichi di lavoro. L'integrazione economica potrebbe essere legata al raggiungimento di determinati standard lavorativi, probabilmente quelli previsti dalla gara regionale per l'individuazione del gestore unico del trasporto pubblico locale in Toscana (260 giorni lavorati all'anno).
La normativa riguardante gli orari di lavoro, secondo i sindacati riprende, per il servizio extraurbano, quella prevista dal contratto nazionale e per il servizio urbano quella in vigore a Livorno. Secondo le parti sociali, la nuova normativa potrebbe comportare un «aumento dei carichi di lavoro».
Le proteste. Il nuovo regime contrattuale non è destinato però a placare le proteste. Secondo i sindacati, se le intenzioni dell'azienda si concretizzeranno, i dipendenti dovranno far fronte «a maggiori carichi lavorativi con una retribuzione inferiore all'attuale». I sindacati sono intenzionati a ricorre alla magistratura «in quanto l'azienda non può applicare un contratto non concordato». La scorsa settimana hanno invece dichiarato lo stato di agitazione e aperto le procedure di raffreddamento. Un passaggio che obbliga l'azienda a convocare un nuovo tavolo di trattativa e, in caso di mancato accordo, prevede l'intervento del prefetto. Se il confronto terminerà senza un'intesa, i sindacati proclameranno i primi scioperi. Probabili, però, anche proteste spontanee dei lavoratori sulla scia dello sciopero selvaggio dello scorso dicembre.
Scioperi. Il prossimo 17 febbraio i dipendenti della Ctt Nord incroceranno le braccia nell'ambito di uno sciopero regionale di 24 ore e il prossimo 19 marzo aderiranno invece allo sciopero nazionale di 24 ore indetto per il mancato rinnovo del contratto nazionale scaduto da 6 anni.
Danilo Renzullo
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