Il Tirreno

Pisa

Infiltrazioni d’acqua nei locali dell’Sms

di Luca Lunedì

Il gestore del bar accusa il Comune: «Scarse manutenzioni». La replica: «Paghi l’affitto»

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PISA. Carenze strutturali da una parte, affitti non pagati dall’altro. Acque agitate all’Sms, il centro espositivo delle Piagge. Parte all’attacco Wolfang Marongiu, chiamato Wolf, attuale gestore dell’Sms Cafè. Marongiu punta il dito contro l’amministrazione comunale, proprietaria dell’immobile, parlando di «carenze strutturali che ne impediscono lo sfruttamento e di conseguenza ne limitano la produttività», oltre ad «essere possibile fattori di rischio per avventori e visitatori».

Il gestore del bar dell’Sms mostra infiltrazioni d’acqua nei locali, situazione aggravata dalle recenti ed abbondanti piogge, che farebbero ammuffire le pareti e saltare la fornitura elettrica degli impianti e dei macchinari. Marongiu fa notare anche «lo stato di abbandono della struttura adiacente», quella che dovrebbe, in un futuro prossimo, ospitare la foresteria per artisti.

Inoltre pone un punto interrogativo sul reale funzionamento del sistema antincendio dell’intera struttura. Ci ha fatto vedere come manchino le manichette nelle cassette antincendio poste all’interno e all’esterno della struttura e come, pur aprendo i rubinetti, di acqua non ve ne sia traccia: «Quando hanno fatto i lavori di apertura del complesso, nel 2010, hanno tranciato alcuni tubi che sono sotto il pavimento e non li hanno più riparati, se succede qualcosa ci sono solo un paio di estintori».

La struttura esterna poi, secondo Marongiu, presenta un facile accesso per vagabondi e malintenzionati: «Basta sporgersi dalla ringhiera per accedere alla terrazza del bar, spesso mi sono entrati dentro, una volta ci hanno lasciato addirittura una scala per facilitare loro la vita. Ho segnalato tutte queste cose al Comune, ma mi hanno sempre risposto con vaghe promesse. Adesso non posso pagare i canoni di affitto e mi vogliono buttare fuori».

Dura la replica dell’amministrazione comunale che controbatte ad ogni accusa. «Il signor Marongiu - rispondono gli assessori Serfogli e Danti - ha vinto un appalto di gestione nel quale c’era specificato l’importo del canone mensile (circa mille euro) che si è ben guardato dal pagare. Il suo debito ammonta a più di 40mila euro e lo sfratto esecutivo è la risposta normale in queste situazioni». Sulle accuse di non funzionamento del sistema antincendio e sullo stato della struttura, ancora Serfogli precisa: «L’esame progetto, il documento di valutazione necessario per poter aprire la struttura al pubblico, è stato regolarmente presentato ai vigili del fuoco. Il procedimento vuole che siano poi loro a verificare quanto riportato e produrre il Cpi (certificato prevenzione incendi), ma se il signor Marongiu ha riscontrato queste mancanze perché se ne ricorda solo adesso che è sotto sfratto?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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