Il dolore
I dipendenti in autobus al San Matteo
PISA. L’Associazione “Amici Bup” (promotrice dell’incontro di ieri a Palazzo Reale, insieme ai Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze) continua a combattere con tutte le forze contro...
PISA. L’Associazione “Amici Bup” (promotrice dell’incontro di ieri a Palazzo Reale, insieme ai Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze) continua a combattere con tutte le forze contro la soluzione di San Matteo, individuato come possibile succursale della Biblioteca universitaria.
Ma i quasi quaranta lavoratori della Bup cominciano a fare i conti con l’idea del ministro Bray, che ha pensato di destinare un’ala del museo alla collezione dei periodici. Non siamo ancora agli ordini di servizio – sarebbe prematuro – ma si comincia a ragionare sulle strategie. Esempio: in questi mesi, parte dei lavoratori ha fatto a piedi la spola tra la Sapienza e l’hotel Nettuno, in lungarno Pacinotti e distante qualche centinaio di metri; armato di trolley, il personale preleva/riporta libri nell’edificio storico chiuso da un’ordinanza sindacale e si interfaccia con gli utenti al front office allestito nei locali del Dsu Toscana (Diritto allo studio).
Il San Matteo è molto più distante e, soprattutto, non si raggiunge in modo lineare: in alcuni tratti di strada manca il marciapiede oppure lo stesso è sconnesso. Il personale della Bup ha trovato la soluzione: muoversi in bus. Resta da capire chi pagherebbe e come gestire i tempi molto più lunghi: essi sono dovuti all’attesa del mezzo pubblico e al giro di ritorno, che per i sensi unici implica il percorso di quasi tutto il circuito dei lungarni. Intanto i lavoratori hanno espresso un desiderio: non vogliono andare subito al San Matteo. Se anche la succursale dovesse partire presto, il personale si muoverebbe solo dopo un piano definitivo e ufficiale. (g.c.)
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