Sicurezza
«Spogliati dei nostri diritti siamo pronti allo sciopero»
PISA. «Dietro le fusioni di aziende (Cpt, Atl e Clap, le società confluite nella Ctt Nord, ndr) non c'era l'intenzione di risanare, ma soltanto il maldestro tentativo di spogliare gli...
PISA. «Dietro le fusioni di aziende (Cpt, Atl e Clap, le società confluite nella Ctt Nord, ndr) non c'era l'intenzione di risanare, ma soltanto il maldestro tentativo di spogliare gli autoferrotranvieri dei loro diritti, acquisiti in 50 anni di storia e sacrifici».
I sindacati passano all'attacco dopo la conclusione, senza un accordo, della vertenza con la Ctt Nord per la formulazione dei nuovi contratti integrativi. La mancata intesa potrebbe inasprire le tensioni e provocare nuovi disagi per gli utenti del servizio di trasporto pubblico su gomma. Sindacati e lavoratori attendono l'incontro di mercoledì prossimo per conoscere la scelta dell'azienda e si dicono pronti ad usare tutte le “armi” a loro disposizione per contrastare la decisione della Ctt Nord, nel caso fosse economicamente penalizzante nei loro confronti. Le parti sociali temono l'applicazione di un contratto non concordato e soprattutto quella del contratto nazionale «che – spiegano – priva i lavoratori di qualsiasi forma di contrattazione integrativa con una perdita di circa 350 euro mensili».
Ieri i sindacati si sono riuniti per studiare le strade da percorrere e, questa mattina, dichiareranno lo stato di agitazione e apriranno le procedure di raffreddamento, che consentono di iniziare una nuova fase di confronto. In caso di un ulteriore fallimento, i sindacati proclameranno i primi scioperi. Lavoratori e parti sociali potrebbero rivolgersi anche alla magistratura per impugnare la decisione dell'azienda, ritenendo i salari e la parte variabile degli stipendi (quella che l'azienda intende ritoccare) diritti acquisiti e quindi inviolabili. Probabili, però, anche proteste spontanee e più eclatanti che i lavoratori potrebbero mettere in atto sulla scia dello sciopero selvaggio che, lo scorso dicembre, paralizzò per due giorni il servizio di trasporto pubblico a Pisa e Livorno.
«Nel rammaricarci per il fallimento di una trattativa lunga ed estenuante – si legge in una nota di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl e Faisa-Cisal -, dobbiamo rimarcare l'atteggiamento rigido fino all'inflessibilità dei vertici aziendali. Abbiamo proposto un accordo che prendeva come modello la normativa della ex Cpt di Pisa. Nonostante la proposta, sostenibile sul piano economico e normativo, contenesse un'indicizzazione legata alla presenza, come richiesto dall'azienda, non è stato possibile trovare una soluzione condivisa. Chiediamo alla politica – concludono i sindacati - di mantenere le promesse sbandierate durante le campagne elettorali e tutelare i diritti degli autoferrotranvieri, ma soprattutto dell'utenza».
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