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Pisa

dopo il caso Boldrini

Scontro tra sindaci e Cinque Stelle

PISA. Duro botta e risposta tra gli esponenti del Pd e il Movimento 5 Stelle. In un documento firmato da venti sindaci in quota Pd (in primis quello di Pisa Filippeschi) infatti i primi cittadini...

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PISA. Duro botta e risposta tra gli esponenti del Pd e il Movimento 5 Stelle. In un documento firmato da venti sindaci in quota Pd (in primis quello di Pisa Filippeschi) infatti i primi cittadini stigmatizzano i comportamenti tenuti in Parlamento dai grillini.

«Come rappresentanti delle istituzioni – scrivono - sentiamo il dovere morale di denunciare con grande preoccupazione le azioni violente e antidemocratiche a cui il Movimento 5 Stelle ha dato vita in questi giorni in Parlamento». Il riferimento fin troppo chiaro è ai recenti fatti di cronaca parlamentare, a cominciare dagli attacchi alla presidente della Camera Laura Boldrini e al conseguente assalto dei rappresentanti pentastellati ai banchi del Governo. I sindaci danno riferimento riferimento a «un linguaggio chiaramente sovversivo» e viene formulata l’accusa di voler «di trasformare il Parlamento, a favore di telecamere, in un luogo di caos e di disordine». In chiusura i sindaci Pd si ergono a difesa del Capo dello Stato che definiscono «garante della democrazia italiana» e «il punto di riferimento centrale per la tenuta del nostro paese».

La risposta del Movimento non si è fatta attendere e ribatte a tono fin dal titolo: «Ci siamo svegliati fascisti». Pierluigi Pagnotta, esponente del Movimento pisano, rivendica le battaglie dei 5 Stelle in Parlamento: «Non avevamo capito che essere fascisti significasse non volere la guerra (opposizione all'acquisto degli F35 e proposta di ritiro delle truppe in missione all'estero), né che fosse da squadristi protestare contro la volontà di zittire in tutti i modi l'opposizione (in chiaro riferimento alla tagliola parlamentare con la quale la presidente Boldrini ha fermato l’ostruzionismo sulla conversione del decreto Imu-Bankitalia)».

Ancora: «Abbiamo finalmente appreso che creare un movimento i cui rappresentati sono obbligati a dialogare in continuazione con il proprio elettorato e a rendere conto della propria attività politica ha una chiara connotazione mussoliniana». La conclusione al vetriolo chiama in causa i sindaci stessi: «Un sentito grazie ai sindaci del Pd di Pisa e provincia, che ci hanno resi finalmente fascisti consapevoli, tirandoci fuori dall'ombra dell'ignoranza».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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