Il Tirreno

Pisa

«Recuperare produttività e investire»

di Giovanni Parlato
«Recuperare produttività e investire»

È la ricetta di Alberto Banci, ad della Ctt Nord, per arrivare a un accordo con i sindacati che apra le porte alla gara regionale

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PISA. Come nel gioco dell’oca si rischia di tornare alla casella di partenza. La trattativa fra sindacati e Ctt Nord (azienda del trasporto pubblico di Pisa, Livorno e Lucca) ieri ha segnato la firma del verbale di disaccordo. Ciò significa tornare indietro. E se fra un mese non verrà sottoscritto alcun accordo, sarà come essere tornati alla casella di partenza, al mese di dicembre scorso: una situazione di conflittualità tale da scatenare proteste e scioperi col servizio di trasporto pubblico al collasso.

Il verbale di disaccordo, oltre che dai rappresentanti sindacali, è stato firmato da Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord.

Dottor Banci, perché la trattativa con i sindacati è saltata?

«Le proposte erano molto distanti. La nostra, frutto di mesi e mesi di elaborazione, si è avvicinata molto alle richieste, ma non è riuscita ancora a essere accettata. La controproposta sindacale, voglio sottolineare, è arrivata il 28 gennaio, soltanto tre giorni prima della scadenza. Noi, comunque, l'abbiamo considerata e valorizzata ma nei fatti avremmo avuto un aumento dei costi e questo ovviamente non è compatibile con il piano di ripresa».

Il contratto integrativo si è rivelato, ancora una volta, un ostacolo insuperabile.

«Il nostro interesse, come ho scritto ai sindacati, è rivedere il trattamento integrativo del personale per renderlo compatibile con gli equilibri di bilancio in modo da avvicinarlo il più possibile a quello necessario a presentare un’offerta che sia vincente alla prossima gara a livello regionale».

Lei ha dato la sua disponibilità a riprendere il dialogo.

«Sì, certamente. Torneremo a vederci mercoledì prossimo».

Su quali basi può ripartire il dialogo?

«Il concetto che credo anche il sindacato debba riuscire a comprendere è quello che tutti dobbiamo confrontarci con un sistema competitivo in cui va recuperata la produttività».

Ma se una strada non è stata trovata fino ad ora, su quali prospettive si può lavorare?

«Mercoledì faremo ai sindacati una proposta unilaterale. Non l'abbiamo fatta oggi (ieri per chi legge, ndr) perché è in discussione nel consiglio di amministrazione. Ai sindacati comunicheremo principi e concetti chiave su cui intendiamo muoverci. Consideri che il lavoro incide quasi il 60% sul costo complessivo».

E quali sono questi principi?

«Sostanzialmente il recupero di una produttività del lavoro che sia in linea con standard che noi riteniamo facciano parte della competizione sia sul fronte dell'organizzazione dei turni di lavoro sia sul fronte della presenza al lavoro che è poi il vero punto dolente della gestione. Su altri aspetti della gestione, insieme al sindacato vorremmo costruire degli indici di recupero della produttività che possano diventare oggetto di risultato. Se riusciamo insieme a combattere l'evasione, a migliorare il servizio, se abbiamo recuperi da questo punto di vista i frutti del recupero possono essere condivisi in un premio di risultato».

E sul fronte investimenti?

«Recuperando produttività, potremmo tornare a investire per rinnovare il parco degli autobus. Ciò si traduce in una migliore qualità sia per il cittadino che per chi lavora. Ma anche risparmio sulle manutenzioni».

La Ctt Nord ha un debito di oltre 5 milioni. I sindacati sostengono che non sia giusto ripianare il debito sulle spalle dei lavoratori.

«Non è certo l’unica strada. Stiamo lavorando su tutto il fronte per la revisione della spesa».

Se nell’arco di un mese non si trova una soluzione, la situazione precipita. In questo tempo, quale può essere il ruolo dei soci, di Comuni e Province?

«Importantissimo. In primo luogo dei capoluoghi che hanno più servizi e più peso a livello politico. L'ente locale in questi casi è cliente e proprietario quindi come cliente vorrebbe avere i servizi al costo più basso possibile e della miglior qualità, come proprietario vorrebbe massimizzare l'investimento. Questo rende molto difficile l'equilibrio».

E come si raggiunge quest’equilibrio?

«I soci devono farsi carico o aver chiaro che il loro intervento deve essere sulle politiche del traffico. Oltre a questo registriamo per la Toscana valori di corrispettivo nei vari contratti che non sono uniformi. Pertanto, pensiamo di avere nei bacini di nostra competenza una sottostima dei ricavi. Penso che le amministrazioni dovranno fare una riflessione per capire dove e come intervenire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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