Sicurezza
«Il flop dei derivati costa tre milioni ai cittadini»
Forza Italia all’attacco dopo che la Provincia ha perso la causa con le banche Gambini: «Il presidente Pieroni se ne deve assumere la responsabilità»
PISA. Che l’operazione finanziaria messa in atto dalla Provincia di Pisa con i derivati fosse stata a dir poco sfortunata è ormai cosa nota, ma adesso sappiamo anche quanto dovrebbe costare. I dati sono stati presentati dal capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale Gianluca Gambini e dal consigliere Giacomo Cappelli. Fanno seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che nei giorni scorsi ha respinto il ricorso della Provincia accogliendo in sostanza le ragioni delle banche verso cui la Provincia stessa è debitrice. Giunta così a conclusione una vicenda che si trascina dal 2007, Forza Italia chiede che il presidente Pieroni ne risponda politicamente davanti al consiglio provinciale. «Pieroni - accusa Gambini - se ne deve assumere la responsabilità. Per coprire questo buco da milioni di euro la Provincia è stata costretta ad effettuare accantonamenti di bilancio, ha cioè messo da parte soldi nella previsione di perdere la controversia legale: quei soldi non sono stati investiti per i cittadini, i quali invece pagano un debito che non hanno fatto loro».
La vicenda iniziò nel 2005 quando la Provincia decise di rinegoziare parte del suo debito (95 dei 180 milioni di euro complessivi) con le banche stipulando un’operazione sui derivati chiamata “Interest rate swap”, in sostanza passava il debito da un tasso variabile ad uno fisso scommettendo sull’innalzamento da lì al 2024 dei tassi d’interesse. Scommessa che finora è fallita e che ha prodotto un passivo costante di oltre 2 milioni di euro dal 2009 in poi: nel 2013 è stato registrato a bilancio con un rosso di 2.866.115 euro (il picco nel 2010 con una perdita di oltre 3 milioni).
«Quella di Pisa - continua Gambini - è la provincia più indebitata della Toscana, il doppio della media regionale per un totale di quasi 140 milioni di euro». Oltre al danno si aggiunge la beffa, poiché con la sentenza di ultimo grado che respinge il ricorso della Provincia, quest’ultima è condannata a pagare anche le spese processuali, il cui ammontare non è ancora chiaro. L’investimento è ancora a lungo termine e, ipoteticamente, potrebbe anche tornare in positivo per le casse provinciali, ma l’andamento non è incoraggiante al punto che i Cobas del pubblico impiego prevedono una perdita totale di 10 milioni di euro. «Per noi - conclude Gambini - va immediatamente rinegoziato il debito con le banche e nel prossimo consiglio provinciale chiederemo spiegazioni sulle spese legali che i cittadini dovranno pagare ancora». (l.l.)
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