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Pisa

Comunali in gita: una condanna

Comunali in gita: una condanna

Veniva usato un pulmino dell’ente, ma senza rimborsare benzina e Telepass

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PISA. Un mese di reclusione - pena sospesa - per appropriazione indebita. E una sequela di assoluzioni per altri capi di imputazione perché il fatto non sussiste o non costituisce reato e anche non doversi procedere a causa dell’estinzione dei reati per prescrizione.

È la sentenza sul caso delle gite con il pulmino dell’amministrazione inflitta dal giudice Donato D’Auria a Massimo Bellani, dipendente del Comune - finora sospeso dal servizio - per il quale il pm onorario, Vincenzo Molinaro, aveva chiesto la condanna a un anno.

L’esito processuale della vicenda ha risentito dei tempi non brevi nel giudizio. Bellani, assistito dagli avvocati Massimo Parenti e Gabriele Dell’Unto, è stato riconosciuto colpevole di aver utilizzato, come autista delle comitive comunali in vacanza in Trentino, il Telepass dell’ente per gli anni 2007, 2008 e 2009. Il giudice lo ha condannato a risarcire la parte civile, Palazzo Gambacorti, ma andrà avviata una causa civile. Quello che è emerso nel corso delle udienze è stato un affresco che ha messo in evidenza «una gestione allegra delle finanze del Comune» ha sottolineato il giudice D’Auria. L’accusa era quella di aver usato un mezzo comunale per portare in vacanza alcuni dipendenti, e i loro familiari, attraverso il circolo aziendale. Bellani era il responsabile delle gite e autista e a lui veniva contestato l’uso del pulmino, autorizzato dal dirigente dell’epoca, ma per il quale benzina e Telepass dovevano essere a carico dei vacanzieri. Per l’accusa il Comune non veniva rimborsato. La prescrizione ha cancellato diversi episodi.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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