Gioco
Rovinata la festa di nozze Sposa accusa la Leopolda
«È mancata completamente l’organizzazione, hanno trasformato la nostra gioia in delusione». E scrive al sindaco. La replica della Stazione: «Critiche infondate»
PISA. La prima “avversità” l'hanno dovuta affrontare subito dopo il fatidico sì e, passata la festa, una coppia di neosposi si «lecca ancora le ferite». Valentina Catassi, 34enne avvocato pisano residente a Firenze, mette sotto accusa la gestione della Stazione Leopolda per aver rovinato il giorno più bello della sua vita. Due mesi fa ha sposato Enrico Gloria, anche lui pisano e «molto adirato». Affascinata dalla bellezza della Leopolda, ha deciso di affittare la sala Storica della Stazione per il banchetto nuziale. Ma, secondo Catassi, la disorganizzazione della Stazione ha trasformato quella che doveva essere una festa, in un evento deludente. «Sono ancora incredula e sbalordita – racconta Catassi - Ho celebrato circa due mesi fa il mio matrimonio in uno dei posti a mio avviso più originali e affascinanti dell'intera città, la Leopolda Storica, e sono ancora a leccarmi le ferite. Probabilmente sedotta dalla bellezza dei luoghi, non mi sono resa conto subito dell'impreparazione e superficialità mostrata dalle persone che la gestiscono, trovandomi così a ripensare al mio giorno più bello con irritazione e amarezza. Col senno di poi avrei dovuto fin da subito rendermi conto di chi in effetti mi trovavo davanti quando, al primo appuntamento, la persona indicatami come referente del giorno non si aspettava minimamente il mio arrivo perché nessuno l'aveva avvertita. Purtroppo, l'infatuazione è svanita troppo tardi – prosegue Catassi - appena due giorni prima del mio matrimonio, quando i rappresentanti della struttura si sono finalmente ricordati di dirmi che le cucine erano inagibili (spazi posti nel seminterrato, ndr) e che la preparazione del banchetto nuziale sarebbe stata possibile solo nell'area guardaroba all'ingresso della sala e davanti alle toilettes (con odori che si spargevano nella sala), e che il guardaroba sarebbe stato di conseguenza allestito, “a vista”, a pochi metri dai tavoli. Per non parlare dei vari impegni presi con catering, fioraia e invitati, cui non abbiamo potuto mantener fede per gli innumerevoli “cambiamenti di versione” di chi amministra la Leopolda». Insomma, una festa rovinata. La coppia, per adesso ha versato solo la cauzione prevista dall'affitto della sala (circa un terzo dell'intero importo) e sta valutando se agire legalmente per il risarcimento dei danni. Trattandosi di una struttura pubblica, di proprietà del Comune, Catassi ha informato anche il sindaco. «Non c'è spirito di rivalsa – continua la sposa - ma spero che, nonostante l'indifferenza mostrata dai nostri interlocutori della Stazione e la chiusura verso ogni tentativo di confronto, la nostra afflizione e denuncia serva da monito e spunto di riflessione per il futuro, così da evitare di rovinare un giorno irripetibile a futuri e ignari sposini». La Stazione Leopolda respinge le accuse sottolineando che «non risulta fondata la promessa di utilizzare il seminterrato, ma che al contrario abbiamo sempre escluso tale possibilità trattandosi di locali non idonei e utilizzabili solo come magazzino e che la sala è stata concessa il pomeriggio del giorno precedente per l'organizzazione dell'evento, senza aggravio di costi».
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