Sicurezza
«Se perdiamo la gara l’azienda sparisce»
Parla l’amministratore Banci: «Le minacce non avranno effetti su di noi Spero solo che il sindacato sappia partecipare alle scelte necessarie»
PISA. Dottor Banci, accuse e minacce gravissime. Qual è il suo stato d’animo?
«Sereno. Sto lavorando per il bene e gli interessi di tutti».
Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord che gestisce il trasporto pubblico a Pisa, Livorno e Lucca sta conducendo una difficilissima trattativa con i sindacati. La posta in palio finale è la gara regionale sul trasporto pubblico cui parteciperà Mobit, il consorzio delle aziende toscane di cui fa parte Ctt Nord.
Se la gara regionale fosse persa, cosa accadrebbe alla Ctt Nord?
«Sparirebbe. Provocherebbe la cancellazione dell’azienda azzerando in un colpo solo una storia toscana del trasporto con cento anni di storia alle spalle».
Sarebbe il fallimento dell’azienda?
«Nei fatti, se non puoi competere, se non hai i numeri chiudi. Ma il nostro obbiettivo non è questo».
Quali effetti avranno le minacce?
«Nessuno. Rafforzano l’identità del gruppo, degli amministratori e dei soci e la volontà di perseguire una buona gestione manageriale. Con la controparte sindacale la discussione può essere aspra, ma nel rispetto delle posizioni e delle persone. Episodi così, come quelli accaduti a dicembre, lasciano l’amaro in bocca. Non si tutelano le persone serie, alla fine prendono sopravvento i violenti che non hanno nulla da perdere».
Domani dovrebbe essere firmato il verbale di disaccordo con i sindacati. Sull’esito finale è pessimista o ottimista?
«Nel mestiere che faccio, non c’è mai da esaltarsi o da deprimersi. Sostanzialmente di fondo sono ottimista. Pertanto, credo che alla fine possa prevalere la ragione e il buonsenso. Confido ancora che il sindacato, in un passaggio difficile anche per se stesso, riesca a trovare la forza di prendere e guidare un’azienda, di assumere una leadership».
In mancanza di questo passaggio, secondo lei, quale sarebbe la prospettiva?
«Non vorrei succedesse come in altre aziende toscane, vedi il caso di Castelfiorentino, dove alla fine il sindacato si trova marginale rispetto ai Cobas, a un sistema destrutturato. Questo è un augurio che faccio a tutti e un auspicio. Sostanziamente penso che sia possibile».
E da dove le giunge questa speranza?
«Parlando con alcuni autisti, entrando in rapporti diretti con un piccolo gruppo di loro, non so quanto possa essere significativi, ebbene su questi temi oggettivamente non troviamo distanze incolmabili. Può darsi che siamo stati fortunati a trovare sempre persone volenterose. Ma la sensazione è che, appunto, le distanze si possano colmare».
E su tutto grava il futuro e la gara regionale. Col rischio di perderla.
«Il punto grave è che non c’è uno che perde o uno che vince, ma c’è uno che muore. E quando un sistema muore non vince nessuno. È questa la riflessione che in questo periodo è mancata e che mi auguro, invece, si possa trovare. Non si fa competizione uccidendo un intero sistema».
Il volantino di accuse e minacce è stato diffuso all’interno dell’azienda. E lei ha anche risposto.
«Certamente perché conteneva anche una serie di falsità. E la mia risposta l’ho affissa in bacheca in modo che tutti la potessero leggere».
Ha presentato anche denuncia alle forze dell’ordine?
«Ho presentato una denuncia personale e un’altra insieme al presidente della Cap (la società trasporti di Prato, ndr). Il presidente della Ctt Nord Alfredo Fontana è all’estero, ma quando tornerà anche lui presenterà una denuncia».
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