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Un pesce svela perché si invecchia

Simposio alla Scuola Normale sulla ricerca di un pool di scienziati

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PISA. Si potranno studiare le cause biologiche dell'invecchiamento grazie allo studio del genoma di un pesciolino che vive solo tre mesi. Lo studio sulla mappatura del genoma del Nothobranchius furzeri, pesce del Mozambico con il ciclo più breve di nascita, crescita, invecchiamento e morte che, in natura, non supera i tre mesi, sarà illustrato a Pisa, durante un simposio alla Scuola Normale, da domani a sabato.

La ricerca è stata condotta da un pool di scienziati di Asia, Stati Uniti ed Europa serve a comprendere le implicazioni biologiche dei nuovi dati.

Il Nothobranchius furzeri è un piccolo pesce che vive esclusivamente nelle pozze temporanee che si formano durante la stagione delle piogge nel sud del Mozambico.

Quando le pozze si seccano, tutti i pesci muoiono e sopravvivono solo le uova incistate nel fango secco. Dieci anni fa, Alessandro Cellerino, ricercatore della Scuola Normale Superiore insieme al suo gruppo, spiega una nota dell'ateneo pisano, «ha mostrato che questi pesci esotici sono i vertebrati dalla vita più breve e anche in laboratorio vivono pochi mesi, mostrando un ciclo vitale completo ma accelerato». Ma il suo invecchiamento può essere rallentato da sostanze naturali: l'interesse per questi pesci non è quindi legato solo a una curiosità zoologica, quanto alla possibilità unica di facilitare lo studio dei processi che regolano il ciclo di vita degli organismi superiori grazie a un prezioso modello animale. Il simposio è il primo di tre che il laboratorio di Biologia della Normale organizza per presentare al mondo le proprie linee di ricerca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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