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Sapienza, ok del ministro la biblioteca si sdoppia

Sapienza, ok del ministro la biblioteca si sdoppia

Una parte resterà nella sua sede attuale, l’altra si trasferirà al San Matteo Nella succursale andrà la collezione dei periodici con circa 105mila pubblicazioni

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PISA. Punto primo, una conferma: la Biblioteca universitaria sarà divisa in due, una parte resterà alla Sapienza e l’altra si trasferirà all’ex convento di San Matteo, sul lungarno Mediceo, come succursale. Punto secondo, l’annuncio: quello dei componenti del gruppo di lavoro incaricato di studiare e seguire le operazioni definendone anche i tempi. Tutto firmato dal ministro dei Beni culturali, Massimo Bray. Sono “paletti” ufficiali nella vicenda del palazzo della Sapienza, sede di giurisprudenza, chiuso dal maggio 2012 per gli effetti del terremoto. Dal ministero arrivano indicazioni precise su quanto dovrà essere fatto per giungere alla riapertura del palazzo. A cominciare dal trasferimento definitivo dei volumi in eccesso al San Matteo.

Questo passaggio è sottolineato nelle premesse dell’atto firmato da Bray lo scorso 24 gennaio. Facendo riferimento allo studio realizzato dall’Università e dai tecnici del ministero, per «monitorare e certificare lo stato di sicurezza e di vulnerabilità della Sapienza», si evidenzia la necessità sia «di interventi strutturali sul complesso» che «di un significativo alleggerimento dei carichi nei locali occupati dalla biblioteca». I carichi sono soprattutto i 500mila libri, tra antichi, più recenti e periodici, della biblioteca. Si ricorda poi, nell’atto, la riunione del 20 dicembre nel quale vennero definite le «grandi linee delle iniziative da porre in essere per il restauro e il consolidamento della Sapienza», oltre che «per il pieno ripristino degli spazi della biblioteca al fine di consentirne la riapertura con la massima celerità». Per questo è stato concordato che il trasferimento dei volumi dai piani superiori risulta «prioritario per avviare i lavori di messa in sicurezza e sistemazione» dell’edificio storico.

Il gruppo sarà chiamato a definire le modalità di trasferimento, consapevole che il ministero ha indicato l’esigenza di «mantenere l’unitarietà delle collezioni e dei fondi bibliografici». Altra certezza è l’adeguamento del San Matteo, destinato ad ospitare «come sede succursale della biblioteca le collezioni da trasferire, individuate nella collezione dei periodici», composta da circa 105mila pubblicazioni. Gli obiettivi sono ambiziosi perché il nuovo sistema (centrale più succursale), dice il ministero, dovrà diventare «un’eccellenza nel campo delle biblioteche pubbliche statali». Poi la richiesta alla biblioteca universitaria di uno scatto per «un effettivo rilancio», considerato che «già in precedenza» forniva «una qualità dei servizi inadeguata nei confronti di una domanda sempre più esigente e sofisticata».

Alla commissione di studio, coordinata dal direttore generale per i beni librari del ministero Rossana Rummo, è stato affidato il compito di «approfondire le tematiche connesse alla riapertura della biblioteca della Sapienza dell'apertura della succursale del San Matteo» sia per «il progetto organizzativo» che «per quanto attiene il cronoprogramma». Aspetto quest’ultimo che potrà dare le prime certezze sui tempi di riapertura del palazzo. La commissione dovrà completare i lavori entro il 31 maggio prossimo.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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