Il Tirreno

Pisa

Quei luoghi simbolo e modi di dire che fanno identità

Quei luoghi simbolo e modi di dire che fanno identità

Crescono le adesioni al gruppo Facebook “Sei pisano se...” Foto, frasi e ricordi compongono un racconto della città

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PISA. Dal calcio ai negozi storici. Dai luoghi simbolo ai modi di dire. È una pagina di storia e di tradizioni locali in continuo aggiornamento il gruppo Facebook “Sei pisano se...”, aperto nei giorni scorsi dal Tirreno.

Oltre cinquecento utenti iscritti e tanti contributi (frasi, foto e video) postati. Sei pisano «se la frutta l'andavi a comprà in piazza La Pera da Anna e Quartino, o di là d'Arno dalla Baronessa» o «se alle vattro mangiavi le frittelle in Piazza della Berlina». Sei pisano se «quando ti chiedano notizie di varcuno e se è moribondo dici 'e sta poo bene» o se «il viso lo chiami ghigna».

E ancora sei pisano «se la musica la ascoltavi solamente se le cassette le compravi dalla Berta al mercato» o «se ti ricordi l'omino dello zucchero filato sotto le Logge di Banchi: “bimbe belle bolle vado via. Bimbe piangete che mamma ve lo 'ompra”».

Modi di dire, battute e luoghi che gli utenti riscoprono, emozionandosi ricordando la città e le abitudini di un tempo. I ricordi si intrecciano con le tragedie e la tenacia del popolo pisano, le bellezze e le eccellenze di Pisa.

E allora «ci siamo sentiti ancor più pisani quando, il 31 agosto del 1943, ci abbracciammo piangendo chi era rimasto sotto le macerie; noi che siamo sempre stati pisani pure dopo la Meloria; noi che, davanti alla Torre della Fame, proviamo un po’ di vergogna; noi che vantiamo al mondo la Normale; noi che tagliamo la feluca perché abbiamo i cinquemila ragazzi, di Curtatone e Montanara, ancora nel cuore; noi che siamo sempre stati ghibellini contro tutti; noi che abbiamo fatto patrono un santo arrangiatore; noi che abbiamo regalato al mondo la scienza con Galileo; noi che proviamo batticuore ogni volta che guardiamo la Torre; noi che portiamo addosso la nostra memoria; noi che siamo un po' più vecchi per via del calendario; noi che siamo sempre a ricordare com'è bella la nostra Pisa, baciata al tramonto del sole».

E come non emozionarsi a rivedere le foto di Piazza dei Miracoli imbiancata dalla nevicata del gennaio 1985 o quelle recenti del porto di Marina. I video della Luminara o quelli dei derby di calcio contro il Livorno.

Sei pisano «se andavi in motorino il 25 aprile in San Rossore» o «se il sabato pomeriggio ti facevi un quartino di pizza da “pizza e torta” in piazza della Berlina e a seguire un bel bombolone ripieno, o un frate, dal “bombolonaro” accanto» o «se la colazione da Spartaco al Lanteri era la scusa per chiedergli informazioni sul sù cugino Di Prete».

Un gioco, ma non solo. Il gruppo Facebook vuole essere una piazza virtuale dove parlare di tutto ciò che concerne Pisa e i suoi abitanti per costruire, tutti insieme, un grande racconto: quello di Pisa e della pisanità, riscoprendo tradizioni, luoghi e personaggi, ma anche provando ad immaginare la città del futuro.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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