Il Tirreno

Pisa

Mancano i reagenti, analisi bloccate

di Pietro Barghigiani
Mancano i reagenti, analisi bloccate

Ritardi nella consegna degli esami del sangue al punto prelievi di piazza Manin. Una utente: «Dovrò andare dai privati»

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PISA. L’operatore del centro prelievi allarga le braccia: «Spiacenti, ma non possiamo consegnarle gli esami». L’utente chiede il motivo del disservizio. La risposta scoraggia e fa imbestialire il cittadino. «Mancano i reagenti e non hanno potuto analizzare il sangue».

La scena è avvenuta lunedì mattina nella struttura di piazza Manin. A denunciare l’episodio, che non è isolato, è Ornella Ferrari, la mamma di una giovane di 27 anni che il 20 gennaio si era recata al centro per un prelievo di sangue. Il 3 febbraio è tornata per ottenere i risultati e si è sentita dire che in due settimane non c’era stata la possibilità di fare le analisi per la mancanza dei reagenti. Sarebbero decine i campioni di sangue in attesa di essere classificati per dare seguito alle richieste di informazioni a chi vuole fare un check-up sanitario. Un blackout provvisorio che l’Azienda ospedaliera ha risolto in questi giorni, ma che di fatto ha creato un “buco” di oltre una settimana per un intoppo nella fornitura delle sostanze utilizzate nelle analisi del sangue.

«Ho pagato il ticket di 48 euro – racconta la donna –. Le risposte dovevano essere consegnate il 28 gennaio. Per il giorno indicato mia figlia si è presentata a ritirare i risultati, ma le è stato detto che non erano disponibili in quanto non avevano a disposizione i reagenti per poter effettuare queste analisi e che sarebbero state pronte il martedì successivo. Queste analisi sono fondamentali per potersi sottoporre a una visita specialistica che era già stata posticipata nonostante fosse in programma da oltre un mese».

Lunedì mattina mamma e figlia tornano in piazza Manin. Le notizie non sono buone.

«Siamo andate al centro prelievi e ci siamo sentite rispondere, dopo varie insicurezze da parte degli addetti, che le risposte non c'erano sempre per il solito problema della mancanza di reagenti – si accalora Ornella Ferrari –. E la cosa più scandalosa che ci hanno detto è stata "non si sa neppure per quando saranno pronte”. Forse mai. Ci siamo sentite dire che non è colpa loro, che la sanità è questa, i tagli e altro ancora. Ma ci rendiamo conto a che livelli siamo? Sono così arrabbiata che mi rivolgerò a tutti gli organi competenti, per poter almeno in piccolo cercare di smuovere qualcosa».

L’urgenza di poter disporre degli esiti delle analisi spingerà la 27enne a sostenere gli esami in una struttura privata. Con un aggravio di costi dovendo fare la spola tra pubblico e privato per ottenere il servizio.

La mamma non molla: «Chiederò che mi vengano rimborsati i soldi che ho pagato per quelle analisi, delle quali forse non avremo mai risposta e che nel frattempo mia figlia dovrà rifare e naturalmente pagare di nuovo in un centro privato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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