Il Tirreno

Pisa

«Ho visto Logli in via Gigli mentre puliva del sangue»

di Pietro Barghigiani
«Ho visto Logli in via Gigli mentre puliva del sangue»

L’ultima testimone racconta ai militari l’incontro nella notte in cui sparì Roberta

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PISA. «Ho visto Logli che puliva per terra. Era sangue. Mi sono fermata e lui si nascondeva la faccia per non farsi riconoscere». È una delle dichiarazioni messe a verbale da Silvana Piampiani, la testimone residente in via Gigli, ascoltata più volte dai carabinieri che indagano sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice di Gello sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.

Gli investigatori stanno tirando le somme dell’inchiesta. È in fase di stesura l’informativa finale che a breve verrà depositata in Procura sulle conclusioni dell’indagine e l’orientamento dell’Arma sulla vicenda. Per i militari ci sono indizi sufficienti per portare a processo Antonio Logli, il marito di Roberta indagato dall’8 febbraio 2012 per omicidio e occultamento di cadavere. Spetterà alla Procura valutare il materiale e chiedere o meno al gip la richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. Omicidio volontario o preterintenzionale (lite finita in tragedia) le due soluzioni sul tavolo.

Nelle centinaia di pagine collezionate mettendo insieme riscontri di indagine e racconti acquisiti attraverso interrogatori o sommarie informazioni, i carabinieri dedicano particolare attenzione alla testimonianza di Silvana Piampiani. Casalinga, 58 anni, la donna vive con la mamma in via Gigli, la strada che più di via Dini, dove abitano i Logli, sembra conquistare un ruolo di luogo cruciale per la messa in scena di azioni su cui si poggia la tesi dell’accusa nei confronti di Logli.

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