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Pisa

Acquisti centralizzati, rebus forniture

Acquisti centralizzati, rebus forniture

I sindacati di medici e infermieri lamentano le incognite su tempi e quantità dei prodotti consegnati

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PISA. «La lista di ciò che manca è impossibile da farsi perché nei reparti c’è penuria di tutto».

Lo denunciano i sindacati dei medici e degli infermieri Anaao e Nursind che mettono sul banco degli imputati sia la spending review che l’Estav Nord Ovest, la piattaforma logistica distributiva dei prodotti (compresi i farmaci) per gli ospedali della costa toscana.

Garze, aghi, cannule, deflussori per le flebo, farmaci di ogni tipo, guanti chirurgici e suture; l’elenco di ciò che manca o che arriva a singhiozzo negli ospedali di Cisanello e Santa Chiara è lunghissimo. E dal 3 gennaio, l’Estav ha tolto il magazzino logistico e distributivo dei prodotti sanitari.

«Ogni giorno è un pianto – dice Gerardo Anastasio del sindacato Anaao – perché in nome del risparmio, si devono fare della gare e i prodotti devono essere uguali sia a Lucca che a Pisa peccato però che ad esempio, a Cisanello ci sia la cardiochirurgia toracica che ha bisogno di cannule diverse da quelle di altri reparti della toscana costiera». Per cui, in base a procedure burocratiche, farraginose ed improntate all’uniformità dei prodotti sanitari, il medico chirurgo si vede arrivare cannule non funzionali alla cardiochirurgia. E non solo. Stando alle testimonianze ricevute dal Nursind (i caposala sono addetti alle richieste telematiche all’Estav), fino all’anno scorso i prodotti arrivavano nel giro di un giorno mentre ora, ce ne vogliono tre o cinque.

«Se poi si ordinano dei prodotti per discipline specialistiche come per la cardiochirurgia – dice Anastasio –, prodotti che non vanno a gara per la loro unicità e specificità, si deve passare da una commissione anti corruzione con una sequela infinita di autorizzazioni».

Ciò dilaziona ancora di più le tempistiche di approvigionamento. Sia il sindacato degli infermieri che quello dei medici inoltre lamentano che «non si sa mai se arriverà il numero giusto dei prodotti ordinati perché dal momento in cui parte l’ordine all’Estav da tutti i presidi ospedalieri della toscana costiera chi prima arriva prima alloggia».

«I caposala – dice Anastasio – vivono nell’ansia che arrivi il numero di prodotti sanitari che avevano richiesto ma in genere c’è la sicurezza che arrivi solo il 30% dell’ordine».

Se si richiedono 100 siringhe, ne arrivano 30. Da gennaio poi, è cambiato il modo di distribuire i prodotti ordinati all’Estav. «Una volta arrivava un camion che lasciava i farmaci di tutti i reparti in un immobile a Cisanello che fungeva da piattaforma distributiva – dicono dall’Anaao – mentre ora arrivano tanti piccoli furgoni che devono fare più viaggi per lo stesso reparto invece di consegnare tutto ciò che è stato ordinato in un’unica soluzione». Ciò significa che un furgoncino arriva al reparto 1 per portare le siringhe e poi ne arriva successivamente un altro che porta le garze. «Una volta avevamo la possibilità di tenere un piccolo magazzino nei reparti dove stoccare i prodotti sanitari mentre oggi non è più consentito se non per modiche quantità» dice Daniele Carbocci del Nursind. Sempre il Nursind lamenta l’impossibilità di avere dei referenti telefonici in Estav. «In pratica – conclude Carbocci – in Estav non possiamo telefonare, solo mandare mail». In nome della massima razionalizzazione della spesa sanitaria, si creano disagi sia agli operatori che ai pazienti.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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