Sicurezza
«Sei pisano se...», tanti modi per definirsi
Decolla il gruppo Facebook aperto dal nostro giornale con l’obiettivo di raccontare i motivi dell’orgoglio cittadino
PISA. Sei pisano se «conosci i nomi dei ponti ma non quelli dei Lungarni».
Sei pisano se «dici lulì e lulà» o se «prima d'andà a dottrina andavi a desinà».
Sei pisano se «quando esci il sabato sera ti attopi» o «chiami nasini le mollette dei panni» e «midolla la mollica di pane».
Sei pisano (e anche un po' più che adulto) se dici; «ber cappottino. O dove l'hai 'omprato? da Vittadello?».
Inizia a prendere corpo il gruppo Facebook “Sei pisano se...”, che è nato nei giorni scorsi grazie all’iniziativa del “Tirreno”. L’obiettivo - al pari di quanto avviene in altre città - è quello di stimolare i pisani a “postare” storie, luoghi, vicende e tutto ciò di cui il pisano va orgoglioso.
Centinaia di adesioni e tanti contributi che danno uno spaccato di Pisa e allo stesso tempo la storia e le caratteristiche della città.
Emozioni, ricordi, aneddoti e luoghi comuni che si riscoprono e rivivono sul web. Dalle foto in bianco e nero di piazza Cairoli (Berlina), nelle quali si scorgono i binari del vecchio tram, e di quelle che ritraggono la Chiesa della Spina, alle immagini a colori della piena dell'Arno di due giorni fa.
Nei contributi che sono stati postati finora dai membri del gruppo è possibile notare i cambiamenti e le trasformazioni che la città ha subito nel tempo, ma che continua a mantenere una sola anima che si riconosce in quella croce pisana più volte postata nel gruppo.
Sei pisano se «quando sei raffreddato ch'ai ir moccio» e «il re lo chiami regio e il settebello lo chiami geppetto».
«Un sei pisano – invece - se non sei stato almeno una volta a mangià di notte un tramezzino dal Rossi».
Una storia collettiva, quella pisana e della pisanità, che sta emergendo grazie al gruppo Facebook. Ricordi della città che fu e proposte per la Pisa del futuro si incrociano tra una battuta e una foto.
E poi il calcio e il tifo pisano, pezzo di storia della città che da decenni unisce, commuove, appassiona. In tutte le sue sfaccettature, il Pisa e i suoi tifosi portano in giro per l'Italia i colori, le bandiere, i vessilli della città e della pisanità.
E allora sono immancabili, nel gruppo, le foto di Romeo Anconetani, indimenticabile presidente del Pisa, che sparge il sale sul prato dell'Arena Garibaldi e gli sfottò ai “cugini” livornesi e ai viola fiorentini.
Sei pisano se «ti vengano i lucci'oni all'occhi a ripensà ar Pisa di Giampiero Ventura» oppure a rispolverare le foto dell’Arena in costruzione.
Ma ci sono mille altri motivi per essere pisani ed orgogliosi di Pisa. Esistono luoghi, storie, leggende in cui risiede la pisanità e nel quale il pisano si riconosce. Episodi, personaggi e aneddoti che sono tutti da riscoprire e raccontare. “Sei pisano se...” è un luogo, virtuale, dove parlare di tutto ciò che lega Pisa ai suoi residenti.
Si tratta di una gigantesca “lavagna” dove raccontare la città e confrontarsi con frasi, foto, battute, video che daranno vita ad un racconto collettivoche troverà ampio spazio sulle nostre pagine, giornale storico della città.
Il vostro racconto su Pisa e la pisanità per descrivere la città e i suoi abitanti, i legami di affetto che si creano verso il proprio territorio e anche, in tanti casi, i difetti che si riconoscono in se stessi e negli altri.
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