Il Tirreno

Pisa

«Sei pisano se...», tanti modi per definirsi

di Danilo Renzullo
«Sei pisano se...», tanti modi per definirsi

Decolla il gruppo Facebook aperto dal nostro giornale con l’obiettivo di raccontare i motivi dell’orgoglio cittadino

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Sei pisano se «conosci i nomi dei ponti ma non quelli dei Lungarni».

Sei pisano se «dici lulì e lulà» o se «prima d'andà a dottrina andavi a desinà».

Sei pisano se «quando esci il sabato sera ti attopi» o «chiami nasini le mollette dei panni» e «midolla la mollica di pane».

Sei pisano (e anche un po' più che adulto) se dici; «ber cappottino. O dove l'hai 'omprato? da Vittadello?».

Inizia a prendere corpo il gruppo Facebook “Sei pisano se...”, che è nato nei giorni scorsi grazie all’iniziativa del “Tirreno”. L’obiettivo - al pari di quanto avviene in altre città - è quello di stimolare i pisani a “postare” storie, luoghi, vicende e tutto ciò di cui il pisano va orgoglioso.

Centinaia di adesioni e tanti contributi che danno uno spaccato di Pisa e allo stesso tempo la storia e le caratteristiche della città.

Emozioni, ricordi, aneddoti e luoghi comuni che si riscoprono e rivivono sul web. Dalle foto in bianco e nero di piazza Cairoli (Berlina), nelle quali si scorgono i binari del vecchio tram, e di quelle che ritraggono la Chiesa della Spina, alle immagini a colori della piena dell'Arno di due giorni fa.

Nei contributi che sono stati postati finora dai membri del gruppo è possibile notare i cambiamenti e le trasformazioni che la città ha subito nel tempo, ma che continua a mantenere una sola anima che si riconosce in quella croce pisana più volte postata nel gruppo.

Sei pisano se «quando sei raffreddato ch'ai ir moccio» e «il re lo chiami regio e il settebello lo chiami geppetto».

«Un sei pisano – invece - se non sei stato almeno una volta a mangià di notte un tramezzino dal Rossi».

Una storia collettiva, quella pisana e della pisanità, che sta emergendo grazie al gruppo Facebook. Ricordi della città che fu e proposte per la Pisa del futuro si incrociano tra una battuta e una foto.

E poi il calcio e il tifo pisano, pezzo di storia della città che da decenni unisce, commuove, appassiona. In tutte le sue sfaccettature, il Pisa e i suoi tifosi portano in giro per l'Italia i colori, le bandiere, i vessilli della città e della pisanità.

E allora sono immancabili, nel gruppo, le foto di Romeo Anconetani, indimenticabile presidente del Pisa, che sparge il sale sul prato dell'Arena Garibaldi e gli sfottò ai “cugini” livornesi e ai viola fiorentini.

Sei pisano se «ti vengano i lucci'oni all'occhi a ripensà ar Pisa di Giampiero Ventura» oppure a rispolverare le foto dell’Arena in costruzione.

Ma ci sono mille altri motivi per essere pisani ed orgogliosi di Pisa. Esistono luoghi, storie, leggende in cui risiede la pisanità e nel quale il pisano si riconosce. Episodi, personaggi e aneddoti che sono tutti da riscoprire e raccontare. “Sei pisano se...” è un luogo, virtuale, dove parlare di tutto ciò che lega Pisa ai suoi residenti.

Si tratta di una gigantesca “lavagna” dove raccontare la città e confrontarsi con frasi, foto, battute, video che daranno vita ad un racconto collettivoche troverà ampio spazio sulle nostre pagine, giornale storico della città.

Il vostro racconto su Pisa e la pisanità per descrivere la città e i suoi abitanti, i legami di affetto che si creano verso il proprio territorio e anche, in tanti casi, i difetti che si riconoscono in se stessi e negli altri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa