Sicurezza
«Per la rotatoria Ikea un errore non dare i lavori a ditte locali»
La Cna va all’attacco dopo la sospensione del cantiere «La gara d’appalto doveva essere gestita diversamente»
PISA. «Se l’appalto veniva dato alle ditte locali, tutti questi problemi non ci sarebbero stati». La Cna non usa mezze parole. Nel mirino il caso dei lavori alla rotatoria di via Gargalone, quella che, all’uscita della Fi-Pi-Li, dovrà portare ad uno dei maxi-parcheggi del negozio Ikea che sarà inaugurato il prossimo 5 marzo. Le preoccupazioni per la tenuta della viabilità della zona (di fronte ad un assalto stimato in 15mila clienti nei primi giorni) si somma alla particolarità della vicenda che ha portato ad interrompere per un mese i lavori: assegnazione dell’appalto da parte del Comune, avvio del cantiere e poi annullamento deciso dalla Prefettura e amministrazione costretta in fretta e furia a convocare la seconda ditta in graduatoria.
«Come si fa ad affidare un lavoro a imprese del genere?», la domanda retorica della presidente di Cna Costruzioni, Barbara Vannini, titolare della Profeti Manufatti di Ospedaletto. «Perché - prosegue - non hanno revocato subito l’aggiudicazione e si è aspettato due mesi? Perché riaffidare i lavori con la stessa procedura saltando le imprese locali che, stando sotto i riflettori, hanno il massimo interesse a stare in regola e rispettare prezzi e tempi? Le istituzioni devono avere più attenzione». Secondo Matteo Giusti, vicepresidente provinciale Cna, «sono problemi ricorrenti quando si fanno gare con procedure aperte. Le norme si concentrano solo sulla verifica formale dei requisiti di partecipazione, ma non basta. Ogni volta ci troviamo qualcuno che viene da fuori e spara un ribasso nella convinzione che poi in qualche modo farà. E chi appalta i lavori ha poi grandi difficoltà a controllarne la corretta realizzazione. La legge permette agli enti pubblici di invitare ditte di fiducia e di provata serietà. Nel nostro territorio ce ne sono molte. Chi di dovere non si nasconda dietro l’esile dito delle forme che non rispettano la sostanza».
«E’ preoccupante - rincara la dose il presidente della Cna, Andrea Zavanella - che la Prefettura, che ringraziamo, sia dovuta intervenire. Ci preoccupa anche che si pensi di proseguire con la seconda classificata, ancora proveniente da fuori regione e con un importo ancora inferiore. Vista l’urgenza dell’opera e il valore contenuto dell’importo sarebbe stato sicuramente preferibile utilizzare una procedura diversa ed affidarsi a ditte locali. Ci sarebbero state sicuramente maggiori garanzie».
«Peggio ancora - è il turno del direttore Cna, Rolando Pampaloni - quando si è in presenza, e accade spesso, non solo di subappalto selvaggio fuori quota del 30% massimo ammissibile, ma di sub-affidamento di lavori a prezzi superiori a quelli di aggiudicazione. Ci sentiamo di lodare l’attenzione con cui la Prefettura guida l’azione di vigilanza e ci auguriamo che la guardia resti alta».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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