La manifestazione
Chi si diverte e chi apprezza la prudenza
«Meglio un eccesso di prudenza che piangere i morti il giorno dopo». Potrebbe essere questo lo slogan di giornata. Lo si sente in giro per la città, declinato con diversa partecipazione. Festeggiano...
«Meglio un eccesso di prudenza che piangere i morti il giorno dopo». Potrebbe essere questo lo slogan di giornata. Lo si sente in giro per la città, declinato con diversa partecipazione. Festeggiano bimbi e turisti, mentre le “vittime” sono, al solito, gli automobilisti. L’immagine simbolo: obbligati dalla chiusura degli uffici pubblici, nonno, padre e figlio sono sul lungarno a guardare e fotografare la piena. Il primo parla della «mitica alluvione del ’66»; l’altro ricorda «l’alluvione del ’92»; e tutto lascia immaginare che quel bimbo felice avrà il suo culto generazionale con «l’alluvione del 2013», da raccontare un giorno. I turisti si chiedono: «C’era davvero bisogno di chiudere la città?»; ma percepiscono l’evento eccezionale e sono contenti di poter dire: «Io c’ero» (nella versione moderna: «Io riprendevo con lo smart»). Clima particolare percepito persino dai cani a passeggio: sarà la mancanza di auto per strada, ma gli animali sono più frizzanti del solito e partecipano all’eccitazione: guaiti diversi dal solito, “pancia all’aria” offerta senza troppi complimenti . Capitolo diverso quello degli automobilisti. Alle 13, quando l’onda è passata e già si sa che il traffico riapre, alla rotonda Pratale-Cnr i carabinieri ancora non fanno passare. Uomini e donne al volante si agitano, sbraitano e si lamentano per la carenza di informazione. Ma un signore in attesa che riparta la circolazione: «Dopo le scuole a Genova e i disastri in altri posti, era inevitabile agire così». (g.c.)
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