Proteste
Consumi, calano redditi e acquisti
Diffusi i dati dell’Osservatorio Findomestic: a Pisa flessione tra le più marcate
PISA. Nel 2013 sono calate le vendite di auto nuove, moto, mobili ed elettrodomestici, mentre risultano in aumento le vendite di tablet e smartphone.
È diminuito anche il reddito medio pro capite che in Toscana si è attestato su un valore di 19.500 euro, oltre 1.500 euro in più rispetto alla media italiana. La provincia più ricca è ancora una volta Firenze con un reddito medio pro capite che supera i 23 mila euro. Pisa, con 17.831 euro, un dato leggermente inferiore alla media nazionale, si colloca nella parte bassa della graduatoria regionale.
Infatti la flessione del reddito medio pro capite più marcata è stata registrata a Pisa (-1,2%) e ad Arezzo (-1,4%). La spesa dei toscani per l’acquisto di beni durevoli è diminuita del 3,5% rispetto al 2012, anche se la flessione è inferiore alla media nazionale (- 4,9%).
I dati sono emersi alla presentazione dei risultati dell’analisi dei consumi di beni durevoli dell’Osservatorio Findomestic che si è svolta ieri a Firenze.
A incidere sull’andamento della spesa per i beni durevoli è soprattutto la contrazione di mercati importanti come quello dell’auto nuova (- 5,9%) e del mobile (- 6,1%). Nella provincia di Pisa il calo delle vendite è stato ancora più accentuato rispetto alla media regionale: i pisani hanno speso il 6,1% in meno per l’acquisto di auto nuove e il 7,7% in meno per i mobili.
Auto nuove. Tra le provincie toscane quella di Lucca ha fatto registrare la flessione inferiore (- 2,9% con 135 milioni di euro di spesa) mentre la provincia di Pisa si trova al sesto posto per essere passata da 154 milioni di euro del 2012 a 145 milioni del 2013.
Mobili. In Toscana la provincia che ha tenuto meglio è quella di Massa Carrara (-4,1% con 54 milioni di euro di spesa) mentre la provincia di Pisa è al penultimo posto della classifica pur avendo riportato un volume di spesa di 110 milioni di euro (nel 2012 era stato di 119 milioni). Ma il 2013 ha fatto registrare anche il crollo del mercato delle due ruote con una diminuzione del 18,7% in Toscana e del 20,1% a Pisa.
Motoveicoli. La provincia che ha perso di meno è quella di Firenze (-15,6% con una spesa di 30 milioni di euro) mentre la provincia di Pisa si colloca al sesto posto con una spesa di 12 milioni di euro. La flessione dei consumi è superiore al 20% anche per quanto riguarda le vendite di tv e hi-fi, un mercato che risente ancora della fine dell’effetto del passaggio al digitale terrestre. Anche in questo caso il dato della provincia di Pisa è peggiore rispetto a quello medio regionale: -22,2%.
Tv e hi-fi. La provincia di Massa Carrara ha registrato la flessione inferiore (-16,7% con 12 milioni di spesa) mentre quella di Pisa si trova al settimo posto anche se la spesa nel 2013 è stata di 23 milioni di euro (era stata di 30 milioni nel 2012).
Sono andati meglio gli acquisti di elettrodomestici, un segmento di mercato favorito dall’introduzione di incentivi governativi. In questo caso, infatti, il calo rispetto all’anno precedente è stato decisamente più modesto: -1,7% mediamente in Toscana e -2,5% a Pisa.
Elettrodomestici grandi e piccoli. Firenze domina la classifica delle provincie toscane (-0,8% con 77 milioni di euro di spesa) mentre Pisa occupa il settimo posto con 32 milioni di spesa complessiva. Ci sono però due mercati in controtendenza: quello delle auto usate e quello dell’informatica che, insieme alla telefonia, continua a crescere nonostante la crisi.
Auto usate. La spesa per l’acquisto di auto usate è cresciuta in Toscana dell’1%, ma in provincia di Pisa l’incremento è dell’1,9% con una spesa di 87 milioni di euro, per cui si colloca al terzo posto della classifica toscana dopo Grosseto (+4,9%) e Arezzo (+2%).
Informatica. I consumi di prodotti informatici evidenziano un andamento ancora migliore: +4,3% nella media regionale e +3,6% nella provincia di Pisa con una spesa di 18 milioni di euro. In questo caso Pisa è al sesto posto della classifica dominata da Lucca (+5,4%).
«Quello che si deduce analizzando i dati – dichiara il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi - è come, in un contesto economico in cui sempre più famiglie sono costrette a ridurre o tagliare le spese, in cima alle preferenze dei consumatori non ci sono più i beni dal costo elevato, come l’auto nuova o la moto, ma i beni tecnologici, come lo smartphone e il tablet».
Daniela Salvestroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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