Il dolore
A bordo piscina si mangia affacciati sui campi da golf
Il Cosmopolitan di Tirrenia, a un passo dagli ex stabilimenti cinematografici, è aperto tutto l’anno e non solo per il club
PISA. L'emblema della doppia anima di Tirrenia è quello degli ex stabilimenti cinematografici Pisorno. Da una parte strutture in abbandono, soprattutto la mitica palazzina Forzano (il cantiere per il recupero degli edifici è fermo da anni), dall'altra una sorta di nuova Hollywood con un meraviglioso campo da golf da 18 buche, residenze di lusso e un ristorante lussureggiante, il Cosmopolitan, che si tuffa nella sinuosa piscina e sullo sfondo la pineta e le verdissime dune dove nelle giornate di sole arriva il tenue cicaleccio dei giocatori sul green.
Il ristorante si trova all'interno della suggestiva cupola, al centro dell'omonima clubhouse. Questo è un luogo incantevole per il light lunch del golfista e per colazioni di lavoro, è unico per cene a lume di candela immersi nello scenario della grande piscina che di notte ha un magnifico gioco di luci e si può mangiare anche alla carta con pesci di "cacciata". Ad accompagnarci in questo viaggio è stato il presidente dell'associazione dei cuochi pisani, Pierluigi Pampana. E non è un caso, perché Pampana è colui che alla fine degli anni Sessanta ha preparato in questo luogo (o meglio in una palazzina degli ex Studios) un pranzo per Sophia Loren, Marcello Mastroianni e tutto il seguito. "Il ristorante _ dice Marco Graziani, responsabile del Cosmopolitan Resort e del Beach _ è aperto 365 giorni l'anno, a pranzo e a cena. Cuciniamo per i clienti del club, per quelli del resort, ma siamo aperti anche al pubblico con un menu alla carta. In questo periodo possiamo ospitare fino a 240 persone e d'estate addirittura 500, godendo dello splendido lungo piscina. Il menu è tipicamente di pesce, ma non mancano piatti di carne: ad esempio la tagliata, oppure la cacciagione delle nostre zone".
Il direttore del locale è Sandro Bonazzo che viene da una lunga esperienza in locali del litorale livornese e pisano. Da sommelier, sa anche guidare nell'abbinamento dei vini, la maggior parte dei quali sono del territorio, con particolare insistenza (a giusta ragione) della zona di Bolgheri. Lo chef è Massimiliano Mazzotta che si avvale della collaborazione di Nicola Bambini e di Alì Hamdi Taoufik, mentre in sala il servizio, sotto la guida di Sandro Bonazzo, è curato da Valeria Datoli e Serena Calabrese.
Noi ci siamo fatti portare un piatto di antipasti misti di mare e uno di polpi con patate. Abbiamo aspettato mezz'ora ma ne valeva la pena (erano espressi): morbidi, leggeri e appetitosi gli antipasti, gradevole il piatto di polpi. Il tutto accompagnato da due bicchieri di vino bianco della casa (discreto). Buoni poi il gelato misto al pistacchio, la crema e i dolci della casa e il caffè.
I prezzi sono onesti: per un pranzo leggero alla carta, simile a quello che abbiamo consumato noi, ci vogliono sui 18 euro a testa e per un pranzo completo si va dai 25 ai 45, a seconda delle portate.
Sbirciando ai tavoli accanto, abbiamo riscontrato una generale soddisfazione, dopo ad esempio, quattro portate di primi (due pappardelle al capriolo, due risotti agli scampi) e quattro di secondi (due filetti di orata alla griglia, una tagliata con carciofi e grana e sella d'agnello con lardo di Colonnata, spinaci all'aglio e pistacchi tostati).
Uscendo, varchiamo il cancello che ci riporta dentro gli ex stabilimenti per raggiungere la via Pisorno. È un altro mondo: fa tenerezza e allo stesso tempo rabbia vedere come sono ridotti. Basta solo pensare che qui è stata scritta una parte importante della storia del cinema italiano.
Una fabbrica di spettacoli che ha funzionato per quasi quarant'anni: 20 ettari recintati, cinque teatri di posa e attorno ad essi uffici, camerini, sartorie, attrezzature, laboratori, depositi, ristorante e altri servizi che hanno dato lavoro a diverse centinaia di persone. Un progetto per far rinascere il cinema esiste: facciamolo marciare, invece di tenerlo chiuso in un cassetto.
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