Attenzione
«Banci come Marchionne difficile trovare l’accordo»
Attacco dei sindacati al manager della Ctt Nord dopo le accuse di assenteismo «I lavoratori usufruiscono dei permessi previsti dalla legge». Integrativo lontano
PISA. «Il Marchionne del trasporto pubblico locale toscano».
I sindacati non digeriscono le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi al Tirreno da Alberto Banci, amministratore delegato della Ctt Nord (che lamenta le troppe assenze dei dipendenti con un grave danno per l'azienda e tutti i lavoratori) e passano all'attacco. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Faisa-Cisal e Ugl-Fna, impegnate nella difficile trattativa con l'azienda di trasporto pubblico per l'individuazione dei nuovi contratti integrativi, rispondono alle dichiarazioni di Banci, bollandolo come il “Marchionne” locale.
«Evidenziamo una frase emblematica dell'ad: “In un'azienda normale l'assenza è di 10-15 giorni (secondo Banci, i dipendenti della Ctt Nord superano di 3-4 volte questo parametro, ndr)”. Ma la Ctt Nord – accusano i sindacati - non è un'azienda normale. Ad un anno dalla sua nascita produce oltre 5 milioni di debiti; non ha operato per ridurre gli sprechi; per gestirla occorrono ben nove dirigenti e per risanare i costi e gli sprechi creati dalla dirigenza si vuole agire sugli stipendi dei lavoratori. I dipendenti dell'azienda, ai livelli medio bassi, guadagnano mediamente 1.100-1.200 euro al mese. Questi – attaccano i sindacati - sono i lavoratori ai quali non si vogliono riconoscere le “indennità aggiuntive”. Che la Ctt Nord non sia un'azienda normale, si evidenzia anche dal fatto che il parco autobus è vecchio mediamente di quindici anni, con veicoli acquistati negli anni '80: sfidiamo chiunque a guidare per cinque-sei ore al giorno mezzi con ammortizzatori inesistenti o con sedili di guida che si rompono. Si definiscono assenteisti i lavoratori che usufruiscono dei permessi consentiti dalla legge: donazioni di sangue, maternità, permessi per allattamento, permesso matrimoniale o congedi per i decessi dei familiari. Questi – continuano i sindacati - sono gli assenteisti della Ctt Nord, coloro che mancano dal servizio per 25-30 giorni all'anno. E se c'è qualcuno che approfitta di certi istituti, deve essere l'azienda ad operare per risolvere queste situazioni, agendo sui colpevoli e non colpevolizzando e penalizzando tutti i lavoratori».
La trattativa per i contratti integrativi da applicare dal 1° febbraio, intanto, volge al termine. Venerdì scade il tempo previsto e i sindacati si dicono pessimisti.
«L'azienda ha fatto una proposta che, per recuperare produttività, colpisce i salari dei lavoratori – accusano ancora i sindacati -. Il solo interesse della Ctt Nord è recuperare il deficit prodotto dalle scelte aziendali, senza incentivare i dipendenti a recuperare le presenze. I sindacati hanno invece presentato una proposta che incentiva l'aumento della produttività, premiando anziché tagliando. Ma – concludono le parti sociali -, visto l'ostracismo dell'azienda e le dichiarazioni dell'ad, crediamo che difficilmente troveremo un accordo e prefiguriamo altri momenti difficili per il trasporto pubblico nelle province di Pisa, Lucca e Livorno».
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