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Tbc, oggi la verifica dei risultati dei test
I professori e i compagni di classe del ragazzo malato torneranno all’Asl. Qualche malumore all’Istituto industriale
PISA. Domani i compagni di classe e i professori dell’alunno malato di tubercolosi, iscritto a una prima dell’Itis Leonardo Da Vinci, torneranno all’Asl 5 per verificare i risultati del test antitubercolina svolto lunedì: tutti i negativi saranno richiamati tra due mesi per un nuovo esame, mentre i presunti positivi subito dopo si sottoporranno a una radiografia toracica e – nel caso fosse necessario – a un consulto con i responsabili del reparto malattie infettive. Continua così il rigido protocollo previsto in questi casi (e rispettoso delle 21 linee guida della sanità europea); e all’Asl si dicono tranquilli, visto che il ragazzo sarebbe diventato conclamato dopo il ricovero e pertanto non dovrebbe aver contagiato le altre persone a lui vicine. Continua però anche qualche malumore all’Industriale, i cui iscritti ieri su facebook rilasciavano post appartenenti a due grandi famiglie di temi: perché non è stata sottoposta al test tutta la scuola e come mai non c’è stata una circolare interna. Alla prima domanda risponde l’azienda sanitaria: il protocollo prevede accertamenti sulla famiglia del malato e sulla cerchia stretta di chi lo frequenta; si ricordi che il bacillo di Koch, responsabile della tisi, si trasmette solo quando l’ammalato ha una forma di tbc bronchiale, non è in terapia e tossisce o starnutisce in ambienti piccoli e chiusi. Al contrario, non c’è contagio usando indumenti o posate del malato, né attraverso una stretta di mano. Resta però da capire dove sia stato il focolaio dell’infezione: per questo l’Asl sta predisponendo un’indagine epidemiologica che analizzerà i luoghi in cui lo studente viveva (è ancora in terapia, in ospedale) ed eventuali casi latenti in famiglia. Sul discorso della comunicazione interna, invece, il dirigente scolastico Odoardo Fontani ha seguito alla lettera le prescrizioni dell’azienda sanitaria che intende tutelare al massimo la privacy del ragazzo: ecco perché il preside non ha emanato circolari. E prova ancora a rassicurare: «La scuola è aperta e continua la sua attività. Se fossi preoccupato non sarei in ufficio». Si associa uno dei suoi due vice, facendo notare che prima di Natale ha effettuato una supplenza in quella classe, ma non è stato necessario per lui svolgere il test. Ultima nota: qualcuno su facebook ha apprezzato la linea politicamente corretta dei ragazzi, che non hanno affatto calcato sull’origine straniera del loro compagno.
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