Il Tirreno

Pisa

Se è vecchio ma funziona ancora regaliamolo invece di buttarlo

di Antonio Scuglia
Se è vecchio ma funziona ancora regaliamolo invece di buttarlo

Riceve molti consensi l’iniziativa della Geofor: una bacheca per il “riutilizzo” degli oggetti che possono far comodo ad altri cittadini ma normalmente sarebbero destinati alla discarica

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PISA. Quel mobile, o quel pc, o quel vecchio televisore, anche se funziona non lo uso più. E in casa è diventato semplicemente ingombrante. Cosa faccio? Lo butto. Finirà in discarica, contribuendo purtroppo a inquinare.

Però... ora c’è un’alternativa. Intelligente e socialmente utile: regalarlo, mettendo un semplice annuncio su internet. In altri Paesi, come la Germania, è un’usanza che va avanti da tempo (con molto successo). In Italia si inizia ora, con l’idea della Geofor, l’azienda pisana che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Spiega la Geofor sul suo sito www.geofor.it: «“Riutilizzo” è uno spazio virtuale pensato per dare una nuova vita agli oggetti, prima che questi diventino un rifiuto».

Il funzionamento è semplice: chi ha un vecchio oggetto di cui disfarsi, oggi può pubblicare un annuncio con la descrizione dello stesso, il proprio recapito e possibilmente anche la foto dell’oggetto.

Tutti gli oggetti pubblicati sono a disposizione gratuita di chi ne avesse bisogno. Sarà infatti sufficiente contattare l’inserzionista e accordarsi per il ritiro di quanto visto sul sito. Gratis.

Lo scopo è solamente quello di riadoperare cose, senza che queste entrino a far parte del ciclo dei rifiuti: l’azienda mette a disposizione il proprio spazio web.

Sul sito ieri c’erano divani, materassi,un’altalena per bimbi, un tecnigrafo, ma nei mesi scorsi sono transitati (ovviamente per poco tempo...) anche pc, stampanti, altri elettrodomestici e addirittura un pianoforte.

Spiega Paolo Marconcini, presidente di Geofor: «Nella gerarchia europea del trattamento dei rifiuti, la riduzione degli stessi e il riuso sono ai primi posti. In gran parte dei paesi del Nordeuropa non ci sono solo i centri di raccolta tradizionali, ma anche centri per il riutilizzo. In Italia sono ancora pochi, nonostante la legge abbia introdotto il concetto di riuso e preparazione. Peccato che l’applicazione di questo concetto ha rimandato a un mitico decreto attuativo, che nel nostro paese basta annunciare, ma non necessariamente emanare. Di queste cose se n’è parlato qualche mese fa nella conferenza internazionale che Geofor ha realizzato assieme al Sant’Anna».

Riutilizzare vuol dire dare seconda vita alle cose e non necessariamente distruggerle per creare materia prima seconda; «il che è pure nobile, - dice Marconcini, - ma rappresenta un costo energetico e, seppur in forma differenziata, tende a mantenere alta la produzione procapite di rifiuti. Il World Economic Forum Annual che si è appena concluso a Davos, rivela che il passaggio ad un’economica circolare a livello mondiale sarebbe in grado di far risparmiare 500 milioni di dollari in costi di materiali, creando 100 mila posti di lavoro ed evitando che 100 milioni di tonnellate di rifiuti vadano in discarica. Per questo è necessario porre fine all’obsolescenza programmata dei prodotti, creando un modello di economia circolare, che preveda il riutilizzo e il riciclo delle materie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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