Il dolore
Sant'Anna Pisa e Inail studiano protesi falange dita
Partnership tra istituto Biorobotica e Centro protesi di Budrio
PISA. Realizzare un prototipo di falange di un dito della mano, integrato da sensori in grado di restituire la sensibilità dell'arto perduto alla persona che la indosserà.
E' la sfida del progetto, di durata triennale e finanziato da Inail, che ha preso avvio con la convenzione sottoscritta dall'istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna).
Il progetto sarà svolto sotto la responsabilità scientifica di Christian Cipriani, ricercatore della Scuola Sant'Anna, in collaborazione con Rinaldo Sacchetti, Paolo Catitti e Angelo Davalli, responsabili per il centro protesi Inail, struttura di eccellenza nel campo della protesica e della riabilitazione (con 10 mila assistiti all'anno) e coinvolgerà dieci giovani ricercatori, che svolgeranno la loro attività a Pontedera a Vigorso di Budrio (Bologna). L'ateneo pisano metterà a disposizione la propria consolidata esperienza nello svolgimento di attività di ricerca sulle protesi di mano e su 'interfacce bidirezionali non invasive', in grado di decodificare tanto le intenzioni di movimento provenienti da segnali registrati sul paziente, quanto di stimolare il moncone dell'amputato restituendo un'esperienza di sensazione tattile utile per controllare la protesi.
Secondo i dati messi a disposizione dal ministero della Salute, sono oltre 3600 i casi di amputazione e di malformazione congenita degli arti superiori registrati in Italia. Più dell'80% di questi riguardano la mano e le dita e avvengono in ambito lavorativo. Il progetto, sottolinea Cipriani, ''è particolarmente impegnativo e interessante perché costruire una protesi funzionale in questi casi è molto difficile per i ridotti spazi a disposizione dove alloggiare i dispositivi elettronici e meccanici tipici di una protesi e la particolarità delle amputazioni di dita e di mano rende complessa l'applicazione di tecniche chirurgiche e protesiche di tipo tradizionale''. La novità della ricerca sta proprio nello sviluppare un sistema protesico sensorizzato e connesso in modo bidirezionale con il suo utilizzatore.
«Con questo accordo - afferma Massimo De Felice, presidente di Inail - l'istituto continua a frequentare la frontiera della ricerca. La robotica potrà portare grande innovazione nella qualità delle protesi e nelle pratiche della riabilitazione».
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