Il dolore
Le angherie sull’amico finiscono su YouTube
Denunciati cinque “cyberbulli”: avevano girato un video durante una gita mentre insultavano e facevano scherzi pesanti al compagno di classe
PISA. Una banda di bulli virtuale è diventata il suo incubo reale.
Per mesi ha subito umiliazioni e minacce. Vessazioni che su Internet corrono veloci e si ripercuotono nella vita reale con l'esclusione e l'allontanamento dal gruppo di quelli che si considerano amici e che, invece, dietro una tastiera si trasformano in cyberbulli.
Gita incubo. Quella che doveva essere un'allegra gita scolastica, per un tredicenne, all'epoca dei fatti, della provincia di Pisa si è trasformata in un incubo. Sono bastati alcuni video postati su YouTube per fare entrare il ragazzino, dal carattere docile e bonario, in una spirale di umiliazioni e depressione.
Le vessazioni subite durante la gita di terza media finiscono in rete, dove le offese si moltiplicano e si diffondono rapidamente. Gli insulti e le umiliazioni diventano ben presto reali. Il ragazzino è escluso da ogni iniziativa, allontanato, emarginato. Per oltre un anno (l'episodio risale al 2011) ha tenuto nascosto le angherie subite.
Le denunce. Quando non è riuscito più a nascondere il suo stato d'animo, che rasentava la depressione, il ragazzino ha trovato il coraggio di parlare con i genitori.
Dopo la denuncia, è scattata l'indagine della polizia postale che ha portato, nei mesi scorsi, all'individuazione degli autori dei video.
Cinque minori, dopo la perquisizione in casa, sono stati denunciati al tribunale dei minori di Firenze e chiamati a rispondere di maltrattamenti, violenza privata e violazione della privacy. La vittima, invece, ha riportato problemi psicologici. Quello conclusosi negli scorsi mesi è solo uno degli ultimi episodi di cyberbullismo che ha impegnato la sezione pisana della polizia postale. Un fenomeno in crescita, soprattutto dopo il boom dei social network.
Casi in aumento. Nell'ultimo anno sono circa 40 i casi di bullismo sul web individuati dalla polizia postale e un quarantina i denunciati in provincia di Pisa. Molti i minori. La maggior parte dei reati riguardano offese e violazione della privacy. Qualche volta dalle minacce da tastiera si passa alla violenza fisica, con pestaggi e risse, con tanto di video delle aggressioni postati sul web.
Arresti. Sono invece in media tre all'anno gli arresti per pedopornografia e adescamenti di minori online. Una rete, quella di Internet, che spesso si trasforma in una trappola, soprattutto per ragazzi e adolescenti, i cosiddetti nativi digitali.
Campagna di aiuto. Ieri mattina, per informare e sensibilizzare sui rischi del web, è sbarcata anche a Pisa la carovana di “Una vita da social”, la campagna educativa itinerante ideata dalla polizia di Stato con la collaborazione del ministero dell'Istruzione che toccherà oltre 30 città italiane.
Centinaia di studenti degli istituti comprensivi e delle scuole superiori di Pisa sono stati accolti in piazza Vittorio Emanuele dal personale della questura, della squadra mobile e della polizia postale del compartimento di Firenze e della sezione di Pisa a bordo di un tir della scuderia del campione di motociclismo Max Biaggi, riadattato per l'occasione in un'aula didattica.
Gli studenti hanno assistito a delle vere e proprie lezioni sul corretto uso di Internet e dei social network con trucchi e consigli per difendere le proprie informazioni dai malintenzionati.
All'iniziativa, aperta a tutti nel pomeriggio, sono intervenuti anche il prefetto Francesco Tagliente, il questore Gianfranco Bernabei, il dirigente del compartimento di polizia postale di Firenze Alfredo Pinto, il provveditore agli studi di Pisa Luigi Sebastiani, l'attore Roberto Farnesi, testimonial della tappa pisana della campagna educativa, e l'assessore alla Scuola Marilù Chiofalo, che hanno sottolineato l'importanza della prevenzione e dell'educazione: un percorso che deve coinvolgere istituzioni, scuola e genitori affinché il web sia uno strumento e non un pericolo.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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