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Potere ed etica nell’analisi di Meattini

Potere ed etica nell’analisi di Meattini

Il filosofo pisano anticipa i contenuti di una conferenza che terrà all’Hotel Granduca di Grosseto il 31 gennaio

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Il 31 gennaio all'Hotel Granduca di Grosseto, in via Senese, il filosofo Valerio Meattini (nella foto), pisano d’adozione, terrà una conferenza su "Potere ed etica". L'evento culturale è stato organizzato dal "Cenacolo Andrea da Grosseto" Alle 19 ci sarà un rinfresco cui farà seguito la conferenza.

«Il potere affascina - dice Meattini, che è ordinario di filosofia teoretica all’Università di Bari e collaboratore del “Tirreno” - Il potere coinvolge nella sua spirale gli uomini. Da Tucidide in poi la legge interna che regola il potere è stata decifrata: il potere tende all'aumento di sé, senza confine. Platone ne tentò un imbrigliamento con la proposta di una repubblica filosofica, evidenziando i pericoli di un esercizio smodato e improprio del potere. In tempi più vicini a noi, Machiavelli ne individuò le radici: la cupidigia e l'insicurezza che spingono a procurarselo e a mantenerlo con ogni mezzo. Gli uomini sono ingrati, dissimulatori e simulatori, volubili e avidi di guadagno e "sdimenticano prima la perdita del padre che la perdita del patrimonio" e perciò pronti sempre al tradimento e alla discordia; inoltre si lasciano manipolare da quel che sembra e non da ciò che è. E qui, c'è per Machiavelli, l'aspetto positivo del potere: mantiene quella importante costituzione della convivenza che è la società. C'è, però, un altro aspetto del potere che è fortemente inquietante: noi non sappiamo mai di preciso dove il potere stia realmente. Siamo portati ad identificarlo con la politica, ma la politica è espressione di interessi e rapporti economici che, specialmente nell'epoca della globalizzazione, non sono facilmente identificabili e, dunque, c'è una dimensione segreta, "arcana", del potere».

«D’altro canto - prosegue Meattini - l'etica è quel modo di stare al mondo che tende a indebolire le spinte egoistiche individuali e dei gruppi e a dimensionare la propria esistenza in ragione dello spazio che è dovuto agli altri. Le domande che emergono da questo contrasto chiedono se e come sia possibile un'etica del potere e se una tale etica non sia anch'essa in conflitto con la dimensione del riconoscimento della vita degli altri come la nostra stessa vita (che è la radice e il caposaldo della vita morale). Ancora una volta, Machiavelli aveva risposto che un conto è la morale che regola le relazioni tra gli individui e un altro conto è la dimensione etica che regola i rapporti di potenza tra gli Stati. È un grande tema - conclude Meattini - che ci impegna dagli inizi della nostra storia umana e che inquieta e divide le coscienze ponendoci problemi intellettuali e pratici che sono i più importanti per noi».

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