Il Tirreno

Pisa

Lungomonte, ondata di furti nelle abitazioni

di Pier Luigi Ara
Lungomonte, ondata di furti nelle abitazioni

Sotto tiro anche una falegnameria, ma i cani hanno fatto desistere i ladri Un autotrasportatore racconta gli ultimi episodi di cui è stato vittima

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CALCI. Furti e tentativi di furto sull’intero lungomonte. Nel mirino le abitazioni ma non solo, dell’alta Val Graziosa, ma anche in centro e a valle. Nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine, in primis dei carabinieri guidati dal comandante Domenico Guglielmi e dal maresciallo Guido Cuomo, si conferma difficile frenare l’ondata della criminalità.

Probabilmente non si tratta di una sola banda in quanto risulta diversificata la dinamica dei colpi messi a segno. Tra gli ultimi colpi l’irruzione in una villa presso Tre Colli. I proprietari erano assenti perché a Roma e i malviventi hanno potuto agire abbastanza indisturbati, anche perché la località è piuttosto isolata.

Visitata da sgraditi ospiti anche la casa di una giovane coppia, marito e moglie, docenti in una scuola superiore a Pisa. Ciò che ha sorpreso è il fatto che, una volta all’interno dell’edificio, non sono stati toccati l’oro e i preziosi. Infatti l’oggetto del desiderio era la cassaforte che però non si è aperta e non è stata asportata in quanto troppo pesante.

Su un altro versante, in via XX Settembre, non lontano dal ponticello di ferro sospeso sul torrente Zambra, ai ladri è andata male. Significativa la testimonianza delle persone le cui proprietà sono state prese di mira. Dilvano Poli, titolare della nota azienda di falegnameria dice: «Hanno forzato di notte la cancellata che immette nell’area dove sorge la nostra ditta. I ladri devono essere stati spaventati dai cani che, come hanno riferito i vicini, hanno preso ad abbaiare facendo desistere dalla loro impresa i ladri.

Non lontano dalla falegnameria Poli, abita, insieme con la madre, l’autotrasportatore Silvio Vichi. «Hanno rotto le serrature della porta principale - racconta - qualcuno o qualcosa deve averli disturbati. Non c’eravamo né mamma, né il sottoscritto. Purtroppo ben due volte, nel recente passato, siamo stati vittime di furti, accompagnati da atti di vandalismo. Or non è molto ho sorpreso ad armeggiare attorno al mio mezzo di lavoro, un giovane extracomunitario. Prima che riuscisse a darsele a gambe, gli ho sferrato alcuni pugni e calci. Naturalmente ne ho informato i carabinieri. Si può andare avanti così? Ho detto ai militari dell’Arma che sarò costretto, d’ora in avanti, a fare giustizia da solo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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