Lutto
I parlamentari pisani bocciano i nuovi collegi
Riforma elettorale: la nuova geografia elaborata a Roma viene definita «assurda». Alla Camera la città dovrebbe andare con Cascina e Livorno-Collesalvetti, al Senato con Lucca e Viareggio
PISA. Dopo la pubblicazione - ieri sulle pagine del Tirreno - della bozza elaborata dalla prima commissione parlamentare sulla suddivisione dei collegi per le prossime elezioni nazionali, i nostri rappresentati pisani a Roma sono molto diffidenti.
Alla Camera, Pisa andrà con Cascina e Livorno-Collesalvetti, mentre al Senato si aggiungono anche Lucca e Viareggio. E Pontedera andrà con Livorno, Piombino. Secondo l’ex sindaco di Pisa e deputato Pd, Paolo Fontanelli (nella foto), «è un'ipotesi che mi pare assurda. Si tratta di una prima bozza che verrà sicuramente modificata e i tempi per cambiarla sono anche abbastanza concentrati. Credo che la logica da seguire per la formazione dei collegi sia quella che il collegio abbia dimensioni provinciali. Io sono favorevole a non fare liste bloccate, ma collegi uninominali». Il deputato renziano del Pd, Federico Gelli, è categorico: «A me sembra, per dirla chiaramente, una grande bischerata. È vero che i collegi andavano ridisegnati, ma mi sembra una suddivisione dei collegi che non ha nessuna affinità politica, funzionale e organica. Spezzettare i territori provinciali di Pisa e Livorno e poi inserire tutto in un frullatore, non mi sembra una buona idea. È vero che l'accordo con Berlusconi spinge verso un modello migliore rispetto al Porcellum, ma il compromesso non è soltanto sulla nuova legge elettorale, ci sono in gioco importanti riforme come quella dello Stato e del Senato. E il compromesso, sulla legge elettorale, ha portato a puntare su collegi più piccoli e con liste bloccate».
Un tema che è stato sempre a cuore dell'onorevole Federico Gelli è stato quello delle preferenze: ha sempre sostenuto che al cittadino elettore dovesse essere data la libertà di scegliere chi votare. «Eppure - continua Gelli - molti di coloro che un tempo erano contrari alle preferenze, ora ne stanno facendo il loro cavallo di battaglia». L’onorevole Pd non fa nomi di questi politici, ma ricorda che «quando ero in Regione, la maggioranza dei Ds era favorevole alle liste bloccate, mentre adesso in tanti sono diventati dei sostenitori delle preferenze. Liste di 3/6 candidati rispetto a 50 nomi è già un buon risultato»
E la diversificazione dei territori fra Camera e Senato? «È incomprensibile. Quello che ho letto sul Tirreno è soltanto una bozza. Sicuramente, il mio impegno sarà di fare in modo che la bozza venga modificata e auspico un collegio che possa rispecchiare il territorio provinciale. Nelle intenzioni della riforma elettorale c'era quello di fare il modo che il collegio avesse 400-500mila elettori e, tra l'latro, la Provincia di Pisa rispecchia questi numeri».
La senatrice Maria Grazia Gatti sottolinea che «non c'è niente di definitivo. Si tratta di una bozza depositata in prima commissione per superare l'impasse e dare la possibilità che maturi la decisione della delega al governo per la definizione dei collegi». E La senatrice Gatti evidenzia come «riforma elettorale e riforma istituzionale siano legate fra loro. Se si vuole cambiare il Senato bisogna dire come e con quali funzioni».
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