Sicurezza
Dopo le gaffe, forse ci siamo via libera ai campini del Cep
«Impianti pronti», aveva annunciato il Comune per due volte. Poi la smentita dell’assessore Sanzo in consiglio. Rimediato anche il “pasticcio dei bonifici”
PISA. Tirare quattro calci al pallone al quartiere del Cep sta diventando un sogno per i ragazzini e una polemica che non trova pace fra gli amministratori locali. Ma dopo due false partenze, due aperture sbandierate e poi ritirate, stavolta il caso “campini” sembra volgere al termine. Una telenovela che ha creato non poco imbarazzo all'interno dell'amministrazione comunale. Venerdì scorso è arrivato il “parere in linea tecnico sportiva” del Coni sulla struttura sportiva di via Tiziano Vecellio, fondamentale per ottenere l'omologazione dell'impianto.
Ultimo tassello per l'entrata in funzione del campo di calcio è l'allaccio elettrico. Nel giro di pochi giorni, assicurano da Palazzo Gambacorti, l'operazione sarà completata e consentirà l'utilizzo dei “campini”, aperti e poi richiusi nel giro di due settimane. All'annuncio dell'apertura dell'impianto da parte dell'amministrazione comunale, comunicata con una nota dello scorso 9 gennaio, in consiglio comunale è seguita infatti la smentita dell'assessore allo sport Salvatore Sanzo che, rispondendo ad un question time di Raffaele Latrofa, consigliere comunale di Noi Adesso Pis@, ha comunicato la chiusura della struttura per il mancato completamento del collaudo amministrativo (che consente comunque di dare in gestione l'impianto) e dell'allaccio elettrico.
In consiglio comunale, l'assessore allo sport, che da circa una settimana ha preso in mano la questione “campini”, ha annunciato anche un'indagine sulla comunicazione di apertura della struttura, con la quale Palazzo Gambacorti sottolineava che «nel mese di dicembre è stato possibile effettuare il collaudo amministrativo e terminare alcune opere di rifinitura, rendendo possibile il passaggio dalle ditte incaricate dei lavori al Comune che così è entrato, finalmente, nella disponibilità dell'impianto, permettendo di affrontare e risolvere il problema della gestione».
Si tratta della seconda “apertura” e dell'ennesimo passo indietro dell'amministrazione (la prima inaugurazione risale allo scorso maggio quando, dopo il taglio del nastro da parte del sindaco, sul sintetico del Cep si sfidarono una rappresentativa di amministratori locali e ragazzi del quartiere). L'ultimo dietrofront del Comune ha alimentato un'altra ondata di polemiche. «Per la fretta di fare propaganda – accusa Latrofa -, l'amministrazione ha commesso un altro errore. Il Cep, intanto, resta ancora senza i campini che, per obblighi contrattuali, dovevano essere aperti già da molto tempo».
Nei giorni scorsi anche i Cobas erano intervenuti sulla questione, ponendo interrogativi e dubbi sulla gestione e i costi della struttura. «L'apertura è stato uno scherzo, di dubbio gusto - aggiungono Marco Ricci e Ciccio Auletta di Una città in comune-Prc -. Rimane lo sconcerto per la leggerezza con cui si fanno annunci alla popolazione su opere pubbliche non ancora utilizzabili».
Nei giorni scorsi altre polemiche erano scoppiate sulla decisione dell'amministrazione di far pagare l'affitto del campo con bonifici bancari. Scelta che anche l'assessore allo sport non condivide. «La questione va gestita diversamente - dice, infine, Salvatore Sanzo -. Me ne sto occupando direttamente, cercando di mettere delle toppe ad errori del passato».
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