Attenzione
«Al pronto soccorso gli infermieri sono pochi»
Il sindacato Nursind replica alla direzione: «È vero che gli accessi sono tanti ma il personale scarseggia. E ci sono pazienti che aspettano anche una giornata»
PISA. «Il pronto soccorso ha grandi numeri di accesso, peccato non abbia grandi numeri di infermieri. E per questo ci sono pazienti che stazionano anche un giorno intero nei corridoi». Il sindacato degli infermieri replica alle dichiarazioni del direttore del Dipartimento emergenza ed accettazione (Dea), Eugenio Orsitto. «L'articolo della dirigenza del Dea circa i grandi numeri del pronto soccorso quale punto di riferimento dell'intera Area Vasta, non può nascondere l'evidenza dei fatti di una struttura in sofferenza organizzativa e di personale», dice Daniele Carbocci del Nursind.
Il sindacato è particolarmente «dispiaciuto» che nell’analisi della situazione, i dirigenti del Dea, abbiamo evidenziato l'aumento delle prestazioni e l'aspetto professionale, ma abbiano tralasciato quasi completamente quello organizzativo e di dotazioni organiche.
«Le continue segnalazioni da parte dei cittadini - continua Carbocci - evidenziano fondamentalmente proprio il problema che noi, come sindacato degli infermieri, abbiamo evidenziato fin dal trasferimento del pronto soccorso da Santa Chiara a Cisanello: una struttura dagli spazi enormi, con capacità ricettiva altrettanto grande, ma con una dotazione di personale di assistenza (infermieri e Oss) assolutamente inadeguata».
Il sindacato snocciola alcuni dati: «Dall'apertura ad oggi, l'azienda ha aumentato sia i posti letto di Osservazione breve intensiva (Obi) che i posti "barella" di Osservazione temporanea passando da 12 a 16 posti complessivi. Posti che non bastano mai visto che quotidianamente ci sono altri pazienti in barella sparsi per i corridoi del pronto soccorso».
Inoltre, i dati così come menzionati dal direttore del Dea non ci dicono che fra pazienti ricoverati in Obi, quelli in Osservazione temporanea, quelli nelle barelle nei corridoi e quelli negli ambulatori visita, nei locali del pronto soccorso, si raggiungono punte di oltre 75 pazienti presenti contemporaneamente».
Secondo il Nursind ci sarebbe poi un paradosso e cioè che al personale infermieristico viene richiesto dall'azienda di compilare schede di segnalazione di rischio clinico quando la situazione dello stazionamento di pazienti diventa critica, ma nessun tipo di provvedimento circa l'aumento di personale viene poi preso. «Ovvero, ci si rende conto che la situazione è pericolosa, ma non si interviene aumentando il personale o mettendo in atto accorgimenti organizzativi per ridurre la presenza di pazienti», dice ancora Carbocci.
«Come si può pensare che nel momento in cui il pronto soccorso, come dicono i dati, diventa un polo attrattivo per tutta l'Area Vasta aumentando a dismisura gli accessi, il personale sanitario non aumenti?», chiede il Nursind all'Azienda ospedaliera universitaria.
«Il gloriarsi di numeri in crescita - conclude Carbocci - stride con l'aspetto relativo alla capacità dei professionisti che operano al pronto soccorso di dare risposte all'utenza in tempi se non brevi, almeno ragionevoli. E non sono tempi ragionevoli quelli che vedono pazienti sostare per oltre un giorno in locali non idonei in assenza di privacy».
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