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Pisa

Aeroporti e turismo Così Eurnekian ha puntato su Pisa

È servito anche il piano Destinazione Italia varato da Letta In attesa di Firenze, ora è in lizza per i 21 scali della Grecia

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PISA. Girava come una di quelle leggende solitamente appiccicate addosso ai ricchissimi imprenditori. Ora invece sappiamo che è proprio realtà. Nel caso di Eduardo Eurnekian, l'82enne magnate argentino degli aeroporti e di molto altro, entrato con la sua Corporacion America nella pisana Sat, si diceva che prima di decidere l'acquisizione di un aeroporto visitasse da semplice viaggiatore lo scalo con un'attenzione tutta particolare per i bagni. Pulizia e cura dei servizi, anche quelli igienici, sarebbero stati per lui la cartina di tornasole decisiva di ogni giudizio. Pare non sia una leggenda, ma sia proprio vero. L'ha confermato la stessa Gina Giani, ad di Sat, che ha sperimentato questa attenzione particolare mostrata da Martin Eurnekian, 35enne nipote e braccio destro di Eduardo, quando è venuto al Galilei insieme a Roberto Naldi, responsabile per l’Europa del gruppo, a incontrare il management pisano e presentare le proprie intenzioni di investitore come si fa prima di un matrimonio

Nel caso di Pisa, Eduardo Eurnekian non avrebbe avuto bisogno di un personale sopralluogo. Il tycoon è un appassionato uomo di cultura, conosce benissimo l'Italia e in particolare la Toscana e Pisa che ha visitato e da cui è transitato più volte come passeggero. E conosceva bene anche la gestione del Galilei. Il giudizio su Giani e su Sat era positivo. Si apprezzava il fatto, non frequente negli aeroporti a maggioranza pubblica, che l'amministrazione avesse saputo tenere insieme i programmi di espansione e i conti economici, rispettando gli impegni su entrambi i fronti. Anche questo fattore ha contributo a convincere Corporacion America a stringere i tempi per l'ingresso come soci di minoranza nel Galilei su cui peraltro avevano messo gli occhi già da tempo.

A spingere Eurnekian verso l’Italia e la Toscana ha avuto un ruolo anche Destinazione Italia, il piano del governo per incentivare gli investimenti nel nostro Paese. E non è escluso che la presenza di un premier pisano possa aver favorito i contatti. Ma è certo che l'interesse del gruppo argentino per Pisa non è casuale. America latina e America centrale sono i due assi portanti del loro business aeroportuale, ma l'Europa è un terzo polo che cresce e dovrà diventare sempre più forte in prospettiva. E in Europa gli occhi e i denari sono puntati soprattutto sui paesi che si affacciano sul Mediterraneo, perché il fattore chiave si chiama “turismo”, considerato uno dei settori con ampi margini di crescita nei prossimi anni.

E siccome Eurnekian lavora alla valorizzazione dei sistemi aeroportuali nelle aree a forte vocazione turistica, l'incrocio di queste due linee ha portato a focalizzare l'attenzione su due obiettivi italiani: Toscana e Sicilia. In Sicilia Eurnekian è già sbarcato acquistando l'aeroporto di Trapani e ora punta a conquistare Palermo, per mettere appunto in sinergia i due scali. In Toscana la porta d'ingresso è stata Pisa, con lo sguardo attento a quello che succederà a Firenze e alla holding, sviluppo ideale nelle strategie del gruppo argentino. La holding renderebbe infatti più semplice l’obiettivo finale: un sistema aeroportuale toscano con un unico socio privato.

Nel frattempo Eurnekian ha già presentato un'offerta nella maxi gara divisa in due lotti per l'assegnazione dei 21 aeroporti della Grecia, isole incluse. Sarebbe un bel colpo nell'ottica mediterranea e per incrementare il bottino di 51 scali controllati dal gruppo in questo momento. Tra l'altro Igm (di cui Corporacion è socio) ha di recente acquistato Olimpic, l'ex compagnia di bandiera greca, che potrebbe tornare, negli obiettivi del gruppo, a collegare la Grecia con l'Italia

Anche a Pisa Eurnekian porterà le idee messe in atto negli aeroporti che gestisce: la qualità del servizio, le comodità per i passeggeri, la facilità di accesso e di parcheggio, spazi adeguati per la sosta e il ristoro e gli acquisti. L’idea è che l’aeroporto debba essere soprattutto una sorta di piacevole centro commerciale dove passare un po’ di tempo in attesa del volo. Eurnekian senior ha usato talvolta un paragone ancora più ambizioso, accostando gli aeroporti alle cattedrali medievali: gli aeroporti sarebbero dunque le cattedrali dei nostri tempi, polo di attrazione e spesso porta di accesso alla città. Non a caso ha mostrato sempre grande attenzione alla qualità delle opere, chiamando spesso a realizzarli architetti di grande fama.

Ora si tratta di attendere l’arrivo dei nuovi soci a Pisa. Tenendo presente una cosa interessante: che quando Corporacion America sbarca in una città non si chiude in aeroporto, ma si guarda intorno con attenzione, valutando anche altri possibili business, a cominciare dalle energie alternative e dal settore immobiliare. Per Pisa potrebbe essere un’opportunità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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